Si chiama “flash mob“, e consiste, come la stessa espressione inglese suggerisce, in una rapida esperienza che coinvolge una moltitudine di persone (“mob”, appunto): un gruppo di persone, cioè, si riunisce all’improvviso in uno spazio pubblico, mettendo in pratica un’azione di gruppo del tutto inaspettata e totalmente inconsueta rispetto alla normale routine del luogo prescelto.

Nuove forme di comunicazione postmoderna, insomma: performance collettive, di brevissima durata, semi-organizzate, partecipative.

La regola è stupire,spezzare il tram tram quotidiano dando, per qualche istante, a quel luogo un “contenuto” differente.

Ma come nascono questi eventi? Si parte da un piccolo gruppo che lo organizza, e coinvolge poi quante più persone possibili: amici, conoscenti, amici di amici attraverso Internet (facebook in testa), ma anche passanti all’oscuro del “progetto”.

Tutto questo è esattamente quanto accaduto lo scorso 6 febbraio alla stazione Termini di Roma: un flash mob all’insegna del motto “tutti possono ballare“(e, a giudicare dal video, che potete vedere qui sotto, direi che l’esperienza pratica lo conferma in pieno)

La moda dei flash mob, manco a dirlo, è stata lanciata in UK, dove il 4 aprile 2007 circa 4mila persone si riunirono nella stazione di Victoria e cominciarono a ballare, ognuna con i propri auricolari nelle orecchie (la foto a inizio post fu scattata proprio in quell’occasione).

Nel 2009 l’evento si è ripetuto alla stazione di Liverpool street, dove la polizia è dovuta addirittura intervenire per consentire il normare flusso dei viaggiatori (e i poliziotti inglesi, che non sono famosi per pietà e dolcezza d’animo, in quell’occasione arrestarono anche alcune persone).

La flash mob mania è poi dilagata oltreoceano e nel resto d’Europa: in Italia c’erano già stati episodi del genere a Napoli, dove, all’indomani della morte di Michaael Jackson, gruppi di fan sfegatati inscenarono in piazza del Plebiscito la coreografia della canzone “Beat IT”.

Ma adesso basta parole: le immagini parlano molto di più. Guardate il video qui sotto e ditemi se non vi entusiasma almeno un po’. Io, personalmente, stavo per salire in piedi sulla sedia e scatenarmi (ma essendo in luogo pubblico ho dovuto trattenermi); per non parlare, poi, delle facce alla fine dell'”esibizione”: coppie divertite, ragazze visibilmente euforiche, e qualche anziano, un po’ sconvolto e un po’ seccato.