È una Flavia Pennetta inedita e disposta a parlare della sua vita privata quella che emerge dalle righe di “Dritto al cuore”, l’autobiografia della tennista azzurra uscita lo scorso novembre e al centro dell’intervista rilasciata alla rivista GQ in questi giorni.

Una dei temi affrontati, nel libro così come nella chiacchierata con GQ, non poteva non essere la relazione con il collega Carlos Moya, naufragata a causa del tradimento dello spagnolo con un’attrice e causa di una profonda crisi per Flavia Pennetta, al punto da causarne un allontanamento momentaneo dai campi da tennis. Un periodo difficile che la tennista brindisina descrive nella sua autobiografia senza mezzi termini e in maniera sorprendentemente diretta:

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“Forse chi si è perso non è Carlos, ma io. Lui è un ba*****o, niente da dire, ma io se ho commesso un errore è stato dedicarmi troppo a lui e lasciar andare me stessa per fare spazio. Avevo costruito una realtà riempita totalmente di Carlos (…) ho messo da parte tutto per assecondarlo”.

Superato quel momento, per Pennetta è giunta l’ora della risalita che l’ha portata ad altissimi livelli nel tennis mondiale, anche se fuori dal campo assicura di essere rimasta la stessa di sempre, una ragazza:

“Solare e spontanea. E determinata, anche fuori dal campo”.

Dritto al cuore” è stato scritto per far conoscere al pubblico una Flavia Pennetta diversa, fragile, ma più “umana” di quanto possano apparire a volte personaggi pubblici abituati ai riflettori e alle luci della ribalta sportiva e non solo. a una domanda su come mai il tennis femminile riesca a ottenere risultati migliori di quello maschile la tennista ha risposto di essere fiduciosa sul fatto che anche gli uomini torneranno a essere competitivi:

“Sono certa che gli uomini sapranno tornare a farsi valere molto presto, ma noi donne siamo state molto più competitive e determinate di loro: in campo non guardiamo in faccia nessuno e vogliamo vincere. Noi atlete italiane abbiamo dimostrato di avere una marcia in più, perché siamo state competitive, grintose e determinate e abbiamo saputo lavorare con una costanza invidiabile, puntando a degli obiettivi alti”.

E, sempre in fatto di colleghi, Pennetta ha spiegato che il suo tennista preferito è Rafa Nadal, visto come il campione ideale, ma senza trascurare la componente “fascino”:

“Rafael Nadal è un bellissimo uomo, indubbiamente il mio ideale estetico e di campione. Tra le donne non potrei che scegliere la grande tennista statunitense Monica Seles”.

Dopo aver assicurato di essere al lavoro per arrivare in condizioni fisiche e psicologiche perfette all’appuntamento con le Olimpiadi di Londra 2012, l’intervista di Flavia Pennetta non poteva che chiudersi con la classica domanda relativa al rapporto con Francesca Schiavone, l’altra portacolori del tennis femminile italiano con cui, assicura la brindisina, c’è tanto affetto, anche se quando si scende in campo una contro l’altra si diventa rivali e conta solo vincere.

Fonte: GQ