Mi capita spesso, ultimamente, di trovarmi a casa il pomeriggio e di fare zapping mentre sorseggio i miei innumerevoli caffè. E ho preso la brutta abitudine di soffermarmi a guardare Cristina Parodi Live.

Partito come un salotto un po’ radical chic che voleva distinguersi in qualche modo dagli altri salotti trash che affollano i palinsesti delle tv italiane, è andato man mano uniformandosi a questi ultimi, forse, ma dico forse, perchè la monnezza tira ancora di più della qualità.

Sempre per una questione di audience forse, ma dico forse, almeno 3-4 giorni a settimana l’argomento del salotto della Parodi è il tema “omosessualità”, in particolare matrimoni si/matrimoni no, declinato nelle sue varianti “la pallavolista che ha fatto coming out”, “cosa ne pensano i vari candidati alle primarie del Pd”, “cosa ne pensa la tata Lucia delle famiglie omogenitoriali” ecc.

Da questa bell’unione fatta in nome dell’audience di un tema caldo come quello delle unioni gay con la presenza di personaggi trash che tanto piacciono al pubblico, ne è venuto fuori quel capolavoro di puntata del 20 Novembre in cui la “maitre a penser” in relazione all’argomento era niente di meno che Flavia Vento.

Troppo facile, direte voi, prendersela con la bionda dadaista che inonda la blogosfera dei suoi tweet surreali. In parte è vero e, anche se il suo approccio così naif alla vita mi fa in fondo tenerezza, non posso esimermi dal commentarla. L’esordio della poetessa è decisamente spassoso: “Allora innanzitutto io volevo dire che ho moltissimi amici gay, che adoro, che li voglio bene e hanno una marcia in più, nel senso che sono veramente spiritosi, non so perchè hanno questa marcia in più i gay”.

Io per la verità conosco un sacco di gay con la retromarcia, la sensibilità di un elefante, il gusto estetico di una contadina ucraina e la simpatia di un foruncolo sul naso, ma vabbè, sarà un caso. Oppure sarà che le scelte sessuali hanno poco a che vedere con la simpatia di una persona. L’intervento della nostra eroina prosegue chiamando in causa, a mò di prova scientifica, Adamo ed Eva, come esempio di famiglia “naturale” da contrappore a quella omosessuale.

Ora, tralasciando le discutibili scelte editoriali e un tantino paracule del programma della Parodi, di chiamare a parlare di un argomento così delicato certi elementi che hanno in proposito la stessa autorevolezza che ho io sull’argomento “fisica quantistica”, vorrei soffermarmi sulla questione “natura”, che viene tirata in ballo sempre e a casaccio ogni volta che si parla di omosessualità. I sostenitori di questa tesi si dichiarano contro le unioni gay perchè, a loro parere, contro natura.

Ai fanatici del naturale va detto che nel mondo animale, mondo naturale per eccellenza, comportamenti omosessuali sono stati osservati in circa 1500 specie e, orrore massimo, sono stati osservati addirittura comportamenti omogenitoriali.

Sempre a questi signori va detto altresì che la società umana è per sua natura “contro natura”, e talvolta anche a fin di bene. Perchè la naturalità di qualcosa non può essere il metro della sua bontà. La “natura matrigna” è quella che ci ha regalato l’uragano Sandy, lo tsunami che nel 2004 ha devastato il sud-est asiatico, è quella che fa nascere persone con handicap e malformazioni, che regala tumori curati in modo assolutamente innaturale con la chemioterapia, che fa nascere persone con problemi di infertilità la cui infertilità viene combattuta, sempre che abbiano la fortuna di essere coppie eterosessuali o di trovarsi a vivere in un paese diverso dall’Italia, facendo ricorso anche a tecniche di procreazione assistita, così terribilmente innaturali.

Senza contare che, udite udite, per una persona omosessuale amare una persona dello stesso sesso è un fatto assolutamente naturale.

Ma tornando alla nostra eroina, fanatica di un ritorno alla natura un tantinello casareccio, mi chiedo se non soffra per questo dilemma interiore tra un ritorno alla natura e una visione del vivere un pò più interventista.

Perchè pare che la natura matrigna le abbia donato un aspetto che non la faceva sentire bene con se stessa, cosa che l’ha costretta  a intervenire sui doni della natura facendosi fare, per dirla con la battuta di Diego Passoni  che valeva da sè la scocciatura di vedere tutta la puntata, quegli zigomi così “contro natura”.

photo credit: Thomas Hawk via photopin cc

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