Per Flavio Briatore tassare gli yacht sarebbe una vera idiozia. Anche il ricco imprenditore si scaglia contro la manovra finanziaria di Mario Monti, ma nel mirino di Briatore al posto della riforma pensionistica c’è la supertassa sull’ormeggio degli yacht nei porti italiani.

Nella manovra finanziaria ideata dal governo di Mario Monti per superare la crisi economica italiana, è infatti prevista la reintroduzione della cosiddetta “tassa di stazionamento”, già presente in passato ma abolita nel 2003. Salvo variazioni, il provvedimento prevederebbe il pagamento di una tassa legata alla lunghezza del mezzo, su tutte le unità da diporto superiori ai 10 metri, fatto che non piace a Flavio Briatore.

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L’industriale, il cui yacht di 63 metri Force Blue è stato recentemente sottoposto a sequestro e poi dissequestrato dalla Guardia di Finanza per presunta frode fiscale e contrabbando, ritiene la tassa in questione stupida e soprattutto inutile:

«Il governo dei professori ha fatto un buco nell’acqua, la manovra salva Italia in realtà è una vera patrimoniale sulle pensioni. Altro che provvedimenti equi. Mio figlio di 20 mesi avrebbe fatto meglio. E poi con quell’irragionevole supertassa sulle imbarcazioni hanno dato il colpo di grazia alla nautica».

E aggiunge:

«Tutte le imbarcazioni di un certo peso e di una certa misura prenderanno il largo per altre destinazioni: Grecia, Spagna, Francia, Croazia. Così, mettendo in fuga i turisti nautici, lo Stato perderà un introito di almeno un miliardo e mezzo. Significa almeno 600-700 milioni di gettito fiscale in meno. La mia considerazione è lapalissiana: lo Stato per portare a casa 200 milioni di euro perderà tre volte tanto».

Il proprietario del Billionaire, padre di Falcon Nathan e marito di Elisabetta Gregoraci, non sembra però dimenticare di essere un privilegiato, e lancia delle proposte alternative alla tassa di stazionamento, che molti pensionati potrebbero condividere:

«Partendo dalla convinzione che devono essere i più ricchi e i privilegiati a pagare, io avrei fatto una patrimoniale del 5 per cento sui depositi superiori ai 300.000, avrei inciso realmente sui costi della politica, dimezzando il numero dei parlamentari e togliendo il contributo pubblico ai partiti. E avrei imposto alla Chiesa di pagare una tassa sugli immobili di sua proprietà. Perché ci deve essere sempre qualcuno che non paga mai?».

Fonte: Il Giornale