Flessibilità: parola magica nel mondo del lavoro femminile. E, tuttavia, sembra essere quasi un obiettivo irraggiungibile nello scenario professionale odierno, in cui le donne cercano di conciliare carriera, soddisfazione personale e famiglia.

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Spesso, infatti, flessibilità e lavoro femminile non vanno di pari passo. Talvolta, flessibilità, per una donna, significa poter lavorare poche ore al giorno con uno stipendio minimo.

Altre volte, dedicarsi alla vita famigliare significa, invece, dover rinunciare al lavoro ed essere costrette a piegare la testa di fronte alla disoccupazione o alle dimissioni in bianco. Uno studio statunitense ha ottenuto risultati inequivocabili: il 50% delle donne lavoratrici ambisce alla flessibilità, non solo per dedicarsi alla famiglia ma anche e soprattutto per migliorare le condizioni professionali.

Il 33%, invece, afferma che la flessibilità è un elemento fondamentale per coinvolgere il lavoratore nella propria carriera. In altre parole, flessibilità significa far respirare il cervello e avere un ritmo di lavoro meno martellante, ossia la possibilità di avere un impiego creativo e stimolante.

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Tuttavia, moltissime donne puntano il dito contro le nuove tecnologie: ben il 68% delle intervistate afferma che smartphone e tablet impediscono il raggiungimento della tanto agognata flessibilità, dal momento che impongono al lavoratore di essere attivo praticamente sempre, ventiquattro ore su ventiquattro, anche fuori dell’orario di lavoro.

Flessibilità, quindi, significa poter avere maggiore libertà di movimento e creazione all’interno dell’azienda per cui si lavora: non significa affatto dover saltare da un datore di lavoro all’altro, inseguendo contratti migliori o sfuggendo al pericolo del licenziamento.

Flessibilità, pertanto, è sinonimo di crescita all’interno dell’azienda, facendo del proprio lavoro non qualcosa su cui fossilizzarsi e lavorare tutta la vita, ma qualcosa che, pur di fronte a contratti a tempo indeterminato, permetta di modificare ruoli e mansioni, di ottenere orari di lavoro più flessibili, diritti di fronte alla maternità o a problemi famigliari, possibilità di poter crescere non in base alla burocrazia ma solo grazie ad una buona dose di impegno ed inventiva.

Se le nuove tecnologie appaiono per molte una vera e propria spada di Damocle, cioè un modo per rendere inflessibile il lavoro oltre l’orario lavorativo, è pur vero, però, che proprio la tecnologia può permettere anche una grande flessibilità: il telelavoro è una fra queste, altro sogno crescente tra le donne lavoratrici.

Fonte: Business News