C’era una volta, tanto tempo fa, il mondo reale, quello in cui le uniche relazioni che era possibile vivere erano quelle che si svolgevano faccia a faccia, fra due persone presenti nello stesso posto e allo stesso momento. Poi è arrivato Internet, i social network, la globalizzazione e anche questo aspetto della nostra vita è completamente cambiato.

Prendiamo le relazioni a distanza. Nella situazione classica, quella del “tanto tempo fa” avere un rapporto di questo tipo implicava lunghissime conversazioni telefoniche, qualche lettera, e rari ma intensi momenti vissuti assieme. Non potevano esserci zone d’ombra: o la relazione era ben definita o di certo non valeva la pena subire quotidianamente un simile strazio sentimentale. E ora? Ora c’è Facebook e tutto è cambiato.

Il problema, forse il più grande di questa generazione, è quel monitor, dietro il quale si può fare, dire ed essere qualsiasi cosa e si perde di vista la situazione reale. Ecco, allora, nascere quello che possiamo definire il flirt 2.0, che vede coinvolte due persone che si sono viste poche volte di persona, ma che trovano punti in comune e, grazie alla comunicazione possibile in ogni momento e a qualunque latitudine, decidono di andare oltre il normale scambio di battute.

Di certo fa piacere sapere che da qualche parte nel mondo c’è qualcuno che pensa a noi, tuttavia le cose sono molto meno facili di come si possa pensare. A questo punto arriva il dubbio, un dubbio proprio delle nuove generazioni, cresciute a pane e social network: che nome dare a questa situazione? Di certo non si può parlare di una relazione, ma quando poi le allusioni si trasformano in veri e propri messaggi hot, che da sporadici diventano quasi quotidiani, è più che legittimo chiedersi cosa si stia facendo.

Certo è che se è vero che i rapporti interpersonali non sono proprio la cosa più facile da gestire, figuriamoci ora che di mezzo ci si mettono chilometri, bites, linee telefoniche e sempre quel maledetto schermo. Il rischio è sicuramente quello di trovarsi a vivere una situazione sentimentale più che indefinita in cui l’autostima di certo trova giovamento, ma a discapito delle certezze.