Quando si dice che la grande Rete può offrire veramente di tutto, c’è davvero da crederci. La novità di oggi è dedicata ai più timidi, a quelli che non riescono a farsi avanti quando sono attratti da qualcuno e vorrebbero conoscerlo/a ma non sanno come, faticando dunque per trovare l’anima gemella.

La loro soluzione potrebbe chiamarsi Flitter, un nuovo strumento 2.0 che nasce dall’incrocio delle parole “Twitter” (il famoso servizio di microblogging) e “flirtare”. Attraverso questo nuovo “social network”, si potrebbero fare nuove conoscenze e nei casi migliori avviare, in un modo certamente curioso, anche potenziali relazioni.

Se questa cosa vi ha stupiti, troverete ancora più curiosi i Flitter Party, vere e proprie serate incentrate sulla ricerca di un partner che sono state organizzati prima in Australia e poi anche nel Nord America, riscontrando in entrambi i territori un buon successo.

Gli organizzatori canadesi dell’evento in questione hanno approfittato del recente San Valentino per dar vita ad un Flitter Party senza precedenti. Se, infatti, molti single soffrono una maggiore solitudine in quest’occasione, hanno trovato nella serata canadese una soluzione alternativa per sperimentare un nuovo tipo di approccio verso l’altro, e perché no, per evitare di deprimersi da soli a casa, qualora sentissero la necessità di avere accanto un nuovo amore.

Partecipare ad un Flitter Party vuol dire trovarsi in una sala semibuia insieme a centinaia di persone, tutte aventi un cartellino bianco con un numero che li identifica e (requisito fondamentale) un cellulare che abbia l’accesso ad Internet e dunque a Twitter. Una volta che qualcuno ha individuato una persona potenzialmente interessante, può inviargli un complimento via Twitter che deve rigorosamente terminare con la parola “flitterme”. Ovviamente starà poi nell’altra persona accettare o declinare l’invito.

Flitter ha attirato l’interesse dei single in cerca dell’anima gemella ma anche quello degli appassionati di nuove tecnologie che si sono divertiti a sperimentare questa nuova possibilità.

Sinceramente io sono abbastanza perplessa riguardo questi Flitter Party. Mi viene naturale chiedermi dove siano finiti i primi sguardi, i primi corteggiamenti, lo scorrere naturale degli eventi quando si trova qualcuno che ci attrae… Abbiamo davvero bisogno che qualcuno (o qualcosa, in questo caso) faccia le cose al posto nostro?

E voi, care lettrici e cari lettori di oneWoman, cosa ne pensate? Potrebbe davvero questi Flitter Party rivelarsi come un’occasione tangibile per flirtare?