La metropoli lombarda è un microcosmo di cui non si riesce a tracciare nel suo insieme lo scenario immobiliare del 2011. Per documentarsi bene sulle quotazioni delle case a Milano bisogna seguirne l’analisi per macroaree.

Partiamo, quindi, oggi, dalle zone centrali, per proseguire poi l’iter di approfondimento attraverso le altre macroaree che compongono la città della Madonnina. Secondo gli studi Tecnocasa, nelle zone centrali, Duomo e Brera, nella seconda metà del 2011 si è registrata una certa stabilità dei prezzi. Il mercato immobiliare del Duomo ha fatto registrare un certo dinamismo con compravendite di piccoli tagli, in genere bilocali, quasi sempre in vendita per dismissione di società non più operative.

Zone nel mirino dei potenziali acquirenti via Agnello, via Spadari e via Hugo, dove le quotazioni sfiorano i 9000 euro al mq. Ma anche l’area di piazza Sant’Alessandro con quotazioni fra i 7000 a gli 8000 euro al mq., le traverse di via Torino in direzione piazza Missori e via Torino, che presentano quotazioni più basse da 5000 a 6000 euro al mq. Brera, invece, registra un certo rallentamento del mercato immobiliare e una domanda orientata in genere a tagli più grandi. La situazione è quella di un’offerta bassa di immobili che qualitativamente non rispondono alle esigenze di una clientela peraltro molto selettiva.

Molto ricercate le abitazioni di Corso Garibaldi, Fiori Chiari, Fiori Scuri e l’area compresa tra piazza S. Marco e via Moscova, che pure sono contrassegnate da prezzi molto alti (intorno a 9000 euro al mq con punte di 11000 euro al mq su Foro Bonaparte). Ad alzare i prezzi contribuisce un’offerta bassa, quasi carente di immobili. Trattandosi di zone prestigiose e quindi di immobili di pregio gli acquirenti sono disposti anche a pagare qualcosa in più rispetto ai valori di mercato, che al momento si aggirano intorno a 8000-9000 euro al mq. E questo fa lievitare i prezzi.

Sulle traverse di corso Garibaldi le abitazioni sono meno prestigiose e quindi costano meno. In questa zona si acquista piuttosto per investimento, anche se frenano le incertezze legate all’introduzione dell’Imu e al fatto che spesso a cercare immobili in affitto sono società, per le quali non si può adottare il regime della cedolare secca. Infatti, i proprietari preferirebbero una persona fisica che invece in questo momento è orientata ad abitazioni ubicate in zone non proprio centrali, ma limitrofe perché costano meno.

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