Il monitoraggio del mercato immobiliare parmense all’inizio del 2012 ha registrato un miglioramento rispetto al contesto nazionale. Secondo l’Agenzia del Territorio, il segmento delle abitazioni in particolare evidenzia una crescita per il secondo anno consecutivo, nel senso che sono aumentate le compravendite se confrontate con quelle delle città intermedie, anche se gli operatori sono piuttosto pessimisti e parlano di una diminuzione degli scambi.

Il pessimismo degli operatori, per quanto riguarda la quantità delle compravendite, può dipendere da fattori diversi: una maggiore difficoltà a compravendere a causa di una domanda debole, la tendenza all’acquisto di appartamenti piccoli, la vendita diretta soprattutto per le abitazioni nuove. A Parma, infatti, il rilancio dell’attività edilizia ha condotto all’acquisto di abitazioni nuove superiore alla media del campione monitorato.

Per quanto riguarda l’offerta, si è registrato un aumento generale sia per la compravendita che per la locazione in tutti i segmenti del mercato immobiliare parmense, tranne che per gli spazi destinati a parcheggio. Ma ad un’offerta così sostenuta non ha fatto riscontro una domanda adeguata, che però è stata soddisfacente per il segmento della locazione residenziale e di box/garage. Negativa e più accentuata la variazione dei prezzi per tutti i comparti, tranne che per le abitazioni che mantengono i prezzi sui livelli del 2011.

Dal 2008 i prezzi di abitazioni, uffici e negozi hanno incassato, infatti, un calo notevole, anche se con diverse oscillazioni, in particolare per i negozi e gli uffici e meno per le abitazioni. Comunque, il ribasso medio nel comparto residenziale è inferiore a quello del campione monitorato. Il mercato immobiliare di Parma, infatti, è caratterizzato da quotazioni di prezzi fra le più alte del campione: le abitazioni e gli uffici hanno prezzi che superano del 21% il prezzo medio delle 13 città intermedie e gli spazi destinati a parcheggio del 10%.

I tempi di vendita si sono allungati sensibilmente, anche per uffici e capannoni. E notevole è il divario fra prezzo iniziale richiesto e prezzo di vendita, con sconti record del 15% per uffici e negozi, superiori alla media del campione. I rendimenti sono sostanzialmente stabili dal 2010. Piccole variazioni in meglio per abitazioni e uffici ma in peggio per i negozi.

Per il futuro non si può certo parlare di ottimismo. Gli operatori hanno poca fiducia, anche perché non sono certo incoraggianti le previsioni. Prezzi, canoni, domanda, offerta, tempi di vendita e di locazione sono tutte voci in negativo. Un disagio giustificato purtroppo dal fatto che il mercato immobiliare è cambiato, presenta maggiori esigenze e l’incontro fra domanda e offerta è reso ancor più difficile dalla situazione congiunturale.