Nel secondo semestre 2012, il mercato immobiliare di Bari ha presentato un peggioramento del quadro congiunturale già evidenziato nei primi mesi dell’anno.

Nel biennio 2010-2011 sembrava che la flessione dei prezzi e dei canoni e la caduta degli scambi avessero avuto una stasi, mentre nelle altre città monitorate da Nomisma si segnalava un calo in costante crescita fino all’attuale semestre. Ma negli ultimi sei mesi gli sconti tra prezzo richiesto e prezzo effettivo e le tempistiche medie di compravendita e di locazione, a Bari, hanno superato i record raggiunti nel 2009.

Di conseguenza, i valori di compravendita, per la maggior parte nel corso del 2012, hanno subito una pesante flessione rispetto ai livelli massimi del 2008, pari al -5,2% per le abitazioni, al -6,7% per gli uffici e al -6,9% per i negozi. I canoni, invece, hanno ceduto in misura maggiore ma in maniera costante nel tempo. Rispetto ai picchi massimi del periodo ante crisi, le variazioni cumulate sono notevoli, nella misura del -14,9% per i negozi, -18,6% per le abitazioni e -21,4% per gli uffici.

Da questo scenario è possibile evincere che la congiuntura attuale è stata caratterizzata da una domanda in forte difficoltà, soprattutto nel segmento commerciale ancor più che nel residenziale. Infatti, gli uffici e i negozi hanno risentito maggiormente della crisi, con allungamento dei tempi di compravendita fino a oltre ai 10 mesi.

Per quanto riguarda il segmento della locazione, si nota un andamento meno consistente, ma con tempi compresi tra i 6,5 mesi dei negozi e i 7,2 mesi degli uffici. In rialzo anche il divario medio tra prezzo richiesto e prezzo effettivo per il commerciale e direzionale, negli ultimi sei mesi, con percentuali prossime al 20,0% mai raggiunte nelle crisi precedenti.

Il comparto residenziale, invece, ha mostrato sconti stabili e inferiori rispetto al 2009 e tempi di vendita contenuti rispetto alle altre tipologie immobiliari. Per quanto riguarda i capannoni industriali la situazione risulta ancora più stagnante, con tempi di vendita superiori all’anno e prezzi e canoni in calo, rispettivamente, del -4,8% e del -5,6% annuale.

La redditività media da locazione di tutti i segmenti dell’immobiliare non ha mostrato variazioni di rilievo e, anzi, è allineata con le medie delle 13 città monitorate. Comunque, la costante erosione dei rendimenti rispetto al 2008 ha caratterizzato il mercato immobiliare di tutte le grandi città italiane.

Per quanto riguarda i primi mesi del 2013, la maggioranza degli operatori prevede il proseguimento del generale calo dei prezzi in tutti i comparti del mercato immobiliare e contestuale livellamento dell’attività transattiva. Il segmento residenziale potrebbe anche non risentirne, grazie ad una serie di riqualificazioni che potrebbero contribuire al rilancio della domanda. Ma il segmento della locazione potrebbe attraversare una fase di stabilizzazione, con canoni invariati e contratti in lieve calo.