Il monitoraggio condotto da Nomisma sul mercato immobiliare delle località turistiche italiane evidenzia un situazione non proprio stabile.

Nonostante la tenuta dei prezzi registrata negli scorsi anni e la flessione piuttosto leggera delle attività, il mercato immobiliare turistico va mostrando evidenti segni di calo. Il motivo va ricercato nella riduzione della domanda italiana e straniera, che in molti casi ha costretto l’offerta a ridimensionare i prezzi, provocando di conseguenza un calo dei valori medi di mercato.

Ne è risultato un cedimento del mercato immobiliare turistico più marcato rispetto a quanto registrato a livello medio nazionale. È evidente che l’investimento in immobili da mettere a reddito segue logiche diverse da quelle richieste per l’acquisto di immobili per uso diretto, anche perché attualmente la redditività da locazione è quasi sempre inadeguata, ora come ora soprattutto a causa della fiscalità troppo elevata sulle case vacanza. E questo fattore è determinante in momenti decisamente recessivi.

Comunque, sulle dinamiche del mercato delle case vacanza non pesa soltanto l’Imu, che tra l’altro incide sul valore dell’immobile in maniera piuttosto contenuta. In realtà frena l’investimento in questo settore dell’immobiliare soprattutto la ”percezione che l’investimento immobiliare rappresenti l’obiettivo privilegiato delle manovre di finanza pubblica” (sic Nomisma).

La tendenza al ribasso, in alcuni casi, ha posto la necessità di abbreviare i tempi di disinvestimento ed è questo il motivo per cui il calo dei prezzi sembra destinato a durare ancora nel tempo, in un contesto in cui c’è una forte carenza di liquidità e contrassegnato poi da una domanda abbastanza rarefatta.

Naturalmente, questo trend del mercato immobiliare turistico ha penalizzato sia le località più rinomate sia quelle di seconda fascia, ovvero meno rinomate seppur sempre prestigiose. Nelle prime, infatti, si è ritenuto opportuno uscire dal settore sia per la scarsa redditività che per l’elevata fiscalità. Nelle località meno rinomate, anche se in misura lievemente più attenuata, la domanda pressoché assente ha costretto i proprietari ad un calo dei prezzi. Peraltro la flessione della domanda è da attribuire anche al drastico ridimensionamento del credito al settore. Cause concomitanti, dunque, frenano il mercato delle case vacanza.