Il mercato immobiliare cagliaritano continua ad registrare una persistente debolezza della domanda in tutti i comparti.

Un mercato fragile, dunque, anche per il collo del numero di compravendite sia nel residenziale che in quello non residenziale. Con una differenza: il primo è caratterizzato da una flessione più marcata nella città di Cagliari rispetto ai comuni della provincia, mentre il segmento non residenziale registra un calo degli scambi maggiore nel resto della provincia rispetto al solo comune capoluogo.

Nel primo semestre 2012, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, il calo maggiore delle compravendite, a livello provinciale, si è registrato nel segmento commerciale, mentre il settore terziario e quello produttivo hanno registrato un numero di scambi più simile a quello del 2011.

Nel quadro di difficoltà s’inserisce anche l’ulteriore conseguente allungamento dei tempi medi di compravendita, arrivati a livelli record in tutti i settori, e la sempre maggiore difficoltà di assorbimento dello stock invenduto accumulatosi. L’aumento del divario tra prezzo richiesto e prezzo effettivo in tutti i segmenti dell’immobiliare cagliaritano non è servito a migliorare la situazione. Nel mercato direzionale, invece, il divario tra prezzo richiesto e prezzo effettivo rimane invariato, anche se ancora su livelli massimi.

Non è diversa la situazione nel comparto della locazione. L’unico segmento che si mantiene stazionario è quello residenziale, con qualche segnale di dinamicità nella domanda e negli scambi rispetto al primo semestre 2012. Si allungano, però, i tempi medi di locazione e canoni e prezzi registrano variazioni negative sia su base semestrale che annuale per tutti i segmenti. Per fortuna, la redditività media da locazione si è mantenuta sugli stessi livelli osservati negli ultimi semestri.

Per i primi mesi del 2013, gli operatori prevedono il perdurare dell’attuale congiuntura e nuovi cali delle quantità e dei valori nel settore della compravendita. Si ipotizza per il mercato locativo una stabilità dei canoni sui livelli attuali e quindi una possibilità di riattivare gli scambi.

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