La città di Catania non ha mostrato evidenti segnali di ripresa nella fase congiunturale riflessiva che ha colpito il mercato immobiliare cittadino a partire dal 2008.

Certamente si tratta di una fase che la maggioranza delle città italiane sta vivendo più o meno intensamente, ma sussistono alcune caratteristiche che rendono tale mercato diverso dagli altri, tra le quali il sottodimensionamento e la scarsa liquidità.

Quest’ultima peculiarità risulta evidente se si analizza l’andamento negativo di una serie di indicatori, primo tra tutti il numero di compravendite, che si è pressoché dimezzato per tutte le tipologie rispetto agli anni precrisi.

In aggiunta, è proseguito l’allungamento delle tempistiche medie di compravendita e di locazione, entrambe giunte a livelli mai registrati prima, persino in occasione della precedente crisi del mercato risalente agli anni Novanta.

Tali irrigidimenti derivano da una parte dalla debolezza della domanda accresciuta dalle crescenti difficoltà nel finanziarsi e, dall’altra, dal mancato assorbimento dell’offerta presente sul mercato che continua ad accumularsi dato l’impasse attuale.

Alla fiacchezza del mercato immobiliare, tuttavia, va sommata anche l’esiguità del contesto. Infatti, Catania si conferma la città con i prezzi più bassi tra le 13 città monitorate siano essi riferiti alle abitazioni, agli uffici o ai negozi. Solamente Palermo, in alcuni casi, riporta valori inferiori. Tale caratteristica riguarda anche i canoni.

Nonostante la limitatezza del mercato immobiliare, tali livelli hanno comunque attenuato le flessioni registrate negli ultimi quattro anni, in cui i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 9,8%, i negozi del 9,6% e gli uffici del 7,9%.

Laddove non sono arrivati i prezzi sono giunti gli sconti medi tra prezzo richiesto e prezzo effettivo nella fase di contrattazione che, anche se abbastanza elevati, sono comunque in linea con la media delle 13 città campione.

Anche per i canoni la flessione è stata meno forte rispetto alle altre realtà e pertanto, il mercato immobiliare catanese, nel complesso ha confermato una buona redditività in tutti in comparti. Si tratta, tuttavia, di rendimenti che non attraggono investitori e che non riescono a smuovere la domanda.

Per la prima parte del 2013 non si attendono particolari novità e quasi certamente si osserverà una nuova flessione di prezzi e canoni. Ciò potrebbe stimolare alcuni settori tra cui quello residenziale, dove una parte degli operatori si attende una lieve ripresa del numero di compravendite e del numero di locazioni rispetto all’attuale stasi.

Per uscire dalla fase critica urgono importanti progetti che rilancino il tessuto urbano e di conseguenza il mercato immobiliare.

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