Alla Fondazione Prada di Milano apre il 18 marzo al pubblico la mostra “L’image volée” (fino al 28/08/2016) curata dall’artista Thomas Demand.

L’esposizione indaga il concetto di immagine “rubata” attraverso prospettive diverse che si traducono nelle tre aree espositive in cui è suddivisa la mostra.

Nella prima, intitolata “Furto vero e proprio”, l’immagine rubata è rappresentata da foto, video e dipinti che raccontano al pubblico il tema della sottrazione o trafugamento dell’opera d’arte; nella  seconda sezione, “Frode iconografica”, l’immagine rubata è quella nata dall’appropriazione di opere d’arte già esistenti e dunque dai casi di manipolazione e contraffazione. Nell’ultima sezione, intitolata “Immagini che rubano” e allestita al piano interrato, l’image volée è quella che induce lo spettatore a una riflessione, a tratti pungente, sull’atto fotografico come violazione del soggetto ritratto, attraverso immagini indiscrete spesso rubate senza il consenso della vittima.

Galleria di immagini: Fondazione Prada, la mostra "L'image volée"

Curiose? Ecco allora 5 buoni motivi per vedere “L’Image volée”.

  1. Per lasciarvi sorprendere da trovate artistiche geniali. Il percorso espositivo si snoda attraverso molteplici elementi visivi: non solo quadri, dunque, ma filmati, foto, video, documenti e cartelloni che si trasformano in modo assolutamente inedito in opere d’arte. Un esempio? Nella prima sala una delle opere esposte è rappresentata da un verbale di furto autografato da Maurizio Cattelan. L’artista nel 1991, non essendo riuscito a completare nessuna delle sue opere per una mostra, si recò a denunciare il furto di una “scultura invisibile” dalla sua auto. Uno spettacolare esempio di opera realizzata attraverso il finto furto di un’altra.
  2. Per scoprire che l’immagine rubata può essere anche la vostra. Nel ribaltamento di prospettive dentro al quale la mostra vuole coinvolgere lo spettatore, vi ritroverete a un certo punto a scoprire che, senza saperlo, siete entrate a far parte di un’opera esposta anche voi. Non vi sveliamo quale.
  3. Per assistere a un Pinocchio inedito. Nella seconda sala troverete due opere realizzate attraverso due differenti immagini tratte dal Pinocchio di Walt Disney. Nella prima, firmata da Guillaume Paris, l’artista attraverso una rappresentazione video in loop della scena in cui Pinocchio cade di faccia in un fiume riesce a comunicare allo spettatore l’immagine, tragica, della morte del celebre personaggio disneyano.
  4. Per veder rappresentato uno dei vostri maggiori timori. Come vi sentireste se qualcuno spiasse e fotografasse tutto quello che lasciate nella vostra camera d’albergo? Nella terza sezione della mostra potrete scoprirlo attraverso  The Hotel, una serie di foto firmate da Sophie Calle. L’artista nel 1981 si fece assumere come cameriera in un hotel di Venezia: da lì poté spiare e fotografare tutti gli oggetti che gli ospiti lasciavano sparsi per le camere dando vita a un’opera estremamente suggestiva.
  5. Per vedere la Fondazione Prada: la mostra “L’image volée” può essere l’occasione giusta anche per visitare la Fondazione Prada e magari sorseggiare un tè in una location d’eccezione. All’interno della Fondazione trovate infatti il Bar Luce: progettato dal regista Wes Anderson, ricrea l’atmosfera di un tipico caffè della vecchia Milano.