Un forte sisma di magnitudo 7.2 ha sconvolto ieri l’est della Turchia intorno alle 12.41 ora italiana.

La zona, al confine con l’Iran, registra per il momento danni ingentissimi, oltre 1.090 feriti accertati, e un numero di morti che si pensa possa essere altrettanto alto.

Van, capitale della provincia interessata dal terremoto, è una grande città di oltre 380.000 abitanti, con palazzi a più piani e abitazioni affollate come quelle di qualunque metropoli. Il sindaco della città, Bekir Kaya, ha lanciato alla televisione turca l’allarme sulle condizioni in cui versa la sua città:

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«Ci sono molte vittime. Parecchi edifici sono crollati, c’è tanta distruzione. Abbiamo urgente bisogno di aiuto, di medici»

Nella cittadina sarebbero infatti crollati oltre dieci condomini, mentre nella vicina Ercis non avrebbero resistito al sisma oltre venticinque palazzi e un dormitorio. Sono quindi moltissime le persone intrappolate tra le macerie e per quanto chiunque stia dando il suo contributo scavando anche a mani nude, la situazione sarebbe drammatica. Il terremoto, colpendo chi si trovava all’interno delle abitazioni, potrebbe avere mietuto vittime soprattutto tra le donne, ancora oggi anima del focolare domestico.

Israele, da mesi in pesante crisi diplomatica con Ankara a causa dell’attacco alla Freedom Flotilla in cui persero la vita numerosi marinai turchi, ha offerto aiuti umanitari, che però non risultano essere stati accettati. Al momento, l’unica istituzione a lavorare per il recupero dei superstiti e nell’assistenza agli sfollati è quindi la Mezzaluna Rossa, che difficilmente potrà farsi carico dell’intera emergenza.

Per quanto riguarda i nostri connazionali coinvolti, gli unici italiani residenti nella zona sono due genitori di Pisa e la propria figlia, già contattati dalla Farnesina. La famiglia è in buone condizioni di salute e nonostante il grande spavento sarebbe al sicuro in un albergo.

Fonte: La Repubblica