Una fotografia significativa quella che circola da un po’ di ore su internet, pubblicata su Facebook dall’attivista Ahmad El Gohary. Un’immagine semplice che sta facendo chiacchierare, che stupisce, che crea polemica. Un semplice bacio tra due ragazzi egiziani. Neppure due omosessuali (non ci sarebbe ad ogni modo nulla di male, perlomeno per la sottoscritta), ma un ragazzo ed una ragazza con il velo decisi a non nascondersi, ma a compiere uno dei gesti più antichi di questo mondo. Scambiarsi un bacio.

E da quel post scoppia il caos di commenti furiosi: “È contro l’Islam!”, “Andranno all’inferno”, “Sono atei”, “Meritano la lapidazione”, “Vergogna” e un’altra miriade di bla, bla, bla senza senso.

Inutile spiegare a questi fedeli soldatini di Allah che un bacio può voler dire molto. Non è solo affetto, amore. E’ anche libertà, felicità, espressione, comunicazione. Due labbra che si incontrano possono essere  il preludio di una famiglia, o anche solo di una notte di sesso. Sono un gesto magico che può diventare violenza e sopruso quando non è desiderato, sono il compimento di un’attesa spasmodica quando è anelato da tempo.

Un bacio non dovrebbe far mai male, come non dovrebbe mai esser nascosto. Non ci si deve vergognare di baciare, bensì di far del male. Usare violenza è umiliante, sbagliato, sporco. E nel 2013 in tanti paesi del Medio Oriente (ma non solo), tutto ciò non si è ancora capito. Possiamo attendere la rivoluzione a braccia incrociate, davanti ai nostri PC, alla TV, o a qualche videogames rincoglionente, oppure possiamo compiere tanti piccoli gesti capaci di cambiare il mondo. Quei due ragazzi la rivoluzione hanno deciso di viverla sulle proprie labbra, con la lingua in bocca. E anche se forse non servirà a nulla, loro se la son goduta.