Il presidente ANIE/GIFI, l’associazione che raggruppa le imprese fotovoltaiche italiane, spera in una burocrazia più semplice in Sicilia per le autorizzazioni nel settore fotovoltaico.

Per sopravvivere e andare verso la grid parity, bisogna rilanciare il fotovoltaico e soprattutto semplificare, rendendo meno complicati i procedimenti necessari per accedere agli incentivi e alle autorizzazioni: è questa la richiesta del presidente ANIE/GIFI.

E sfruttare le potenzialità della Regione nel settore fotovoltaico deve essere la priorità del governo regionale, anche per garantire lo sviluppo del settore con la fine degli incentivi e il raggiungimento della grid parity.

”La Sicilia rappresenta una Regione di punta nel panorama fotovoltaico nazionale. All’orizzonte abbiamo la fine degli incentivi entro il prossimo anno ed il raggiungimento della grid parity nei prossimi due anni. In questa ottica, il nostro auspicio è che il Governatore si adoperi per garantire la continuità del mercato a partire dalla semplificazione dei processi autorizzativi’‘, dice il Presidente ANIE/GIFI.

In effetti, il rilancio del fotovoltaico in tutta l’Italia è stoppato dai costi elevati, ma anche dai tempi di attesa molto lunghi e causati da una burocrazia infinita, che pone un inevitabile freno alla crescita del settore. Ma la Sicilia è un territorio dove già oggi sarebbe possibile pianificare un progetto fotovoltaico senza gli incentivi.

Gli ostacoli burocratici in termini di regole, autorizzazioni e finanziamenti pongono un freno alle interessanti potenzialità della Regione Sicilia nell’ambito delle energie rinnovabili. Sono questi i motivi che, nonostante gli interessanti tassi di crescita, il settore industriale fotovoltaico ha avuto uno sviluppo molto limitato rispetto alle potenzialità e in riferimento ad altri territori.

Si ricorda che nel 2011 la Sicilia, così come tutto il mercato nazionale, ha visto un notevole incremento di impianti fotovoltaici sia per il numero che per la potenza connessa alla rete. Rispetto al 2010 l’incremento percentuale nel 2011 è stato rispettivamente del 178% e del 557% anche se in termini assoluti le quote di impianti e di potenza sono nettamente inferiori a quelle di altre Regioni italiane, come Lombardia e Veneto, che hanno un’insolazione nettamente inferiore.