In poco di più di un anno sono stati installati in Italia oltre oltre 200.000 impianti fotovoltaici per la generazione distribuita.

È, questa, la dimostrazione chiara degli importanti traguardi sui quali si è attestata l’industria fotovoltaica nazionale e della sua eccellenza ineguagliabile a livello internazionale. Uno studio recente di Confartigianato ha evidenziato che il fotovoltaico ha contribuito direttamente alla crescita delle aziende che operano nel settore energetico in Italia.

Secondo Valerio Natalizia, Presidente GIFI-ANIE, i continui attacchi al settore fotovoltaico non rendono giustizia ad un settore che contribuisce in maniera determinante all’indipendenza energetica nazionale. L’autoproduzione ed il consumo contestuale di energia elettrica prodotta dagli oltre 280.000 impianti fotovoltaici sulle coperture di edifici e sui tetti residenziali rappresentano una sinergia a 360° per il rilancio dell’economia nazionale.

Anche il settore fotovoltaico è stato coinvolto nella crisi economica generale che sta rallentando tutte le attività industriali. Ma nonostante la crisi, nel 2011 sono stati oltre 20 i GWp di nuova potenza fotovoltaica connessa alla rete, dei quali quasi la metà in Italia, generando investimenti industriali per quasi 40 miliardi di euro e almeno 4 miliardi di euro di tasse versate nelle casse dello Stato. E nonostante le mille difficoltà burocratiche e l’instabilità normativa che causa un forte squilibrio per il mercato.

Natalizia così conclude: “ANIE-GIFI ritiene fondamentale che lo Stato, le Istituzioni e tutti gli Stakeholder contribuiscano in maniera organica e coordinata a creare le condizioni di mercato affinché le imprese possano operare e svilupparsi a beneficio del Sistema Paese. L’industria (non solo quella fotovoltaica) non può investire nel lungo termine se i riferimenti normativi non sono garantiti per un adeguato arco temporale. Lo stesso vale per il sistema finanziario e i piani di formazione universitari che dovrebbero essere concordati con l’industria per ottimizzare le risorse disponibili e garantire al meglio l’ingresso nel mondo del lavoro”.