Con la nota 31892/2012, l’Agenzia del Territorio chiarisce come calcolare la rendita catastale e ottenere il riconoscimento della ruralità.

Per l’attribuzione della categoria e della rendita catastale, gli immobili che ospitano centrali elettriche a pannelli fotovoltaici devono essere accatastati nella categoria D/1-opifici e i pannelli devono essere inclusi nel calcolo della rendita catastale perché conferiscono all’immobile il carattere di centrale elettrica.

Quindi, per l’accatastamento e la determinazione della rendita degli impianti fotovoltaici, è importante la loro capacità di produrre reddito, non la loro posizionabilità o amovibililità in un altro luogo, in quanto sono considerati immobili tutte le parti che contribuiscono all’autonomia funzionale e reddituale degli immobili stessi.

Per questo motivo l’Agenzia del Territorio accerta l’effettiva correlazione fra impianti e immobili, a prescindere dal criterio con cui impianto e immobile sono uniti, per determinare la rendita catastale dell’immobile che ospita l’impianto fotovoltaico.

Inoltre, precisa l’Agenzia del Territorio, non è obbligatorio accatastare gli impianti fotovoltaici integrati o realizzati sulle aree di pertinenza di immobili censiti al catasto edilizio urbano, che in questo caso vengono considerate pertinenze degli immobili e non unità immobiliari autonome. Ma è necessario presentare una dichiarazione per la variazione e rideterminazione della rendita catastale se l’impianto fotovoltaico contribuisce ad accrescere il valore capitale dell’immobile dal 15% in su.

Se per ragioni civilistiche l’impianto fotovoltaico e l’immobile devono essere individuati separatamente, prima si fraziona l’immobile individuando i subalterni, poi si presenta la domanda di variazione nella categoria catastale D/1, o D/10 se è possibile, per ottenere il riconoscimento della ruralità a realizzazione completata dell’impianto.

Non hanno autonomia catastale e costituiscono pertinenza delle unità immobiliari le porzioni di immobili che ospitano impianti fotovoltaici di modesta entità per consumi domestici. Non è inoltre obbligatorio dichiarare gli impianti che hanno potenza nominale fino a 3 kw, potenza nominale complessiva fino a tre volte il numero delle unità immobiliari e impianti al suolo di volume inferiore a 150 metri cubi.