Il docufilm Franca: Chaos and Creation è molto più di un semplice ritratto di Franca Sozzanidirettrice di Vogue Italia dal 1988 al 22 dicembre 2016, giorno della sua morte – perché racconta in modo autentico e intimo il rapporto davvero poco convenzionale tra una madre e un figlio. Francesco Carrozzini, il figlio di Franca Sozzani, è infatti il regista del film che è stato presentato alla 73esima Mostra del Cinema di Venezia e che arriva al cinema, dopo un anno, da lunedì 25 a mercoledì 27 settembre (da ottobre sarà disponibile su Netflix).

Carrozzini, che a breve sposerà Bee Shaffer (figlia di Anna Wintour, direttrice di Vogue America), è alla sua opera prima e mostra grande sensibilità nel ritrarre Franca Sozzani sia come madre sia come la donna che ha creato il mito di Vogue Italia con la sua direzione rivoluzionaria.

Le riprese del film sono iniziate prima della malattia di Franca Sozzani e hanno origine da un’altra perdita importante per Francesco Carrozzini: “Quando mio padre è morto, mi sono reso conto che mia madre era tutto quello che mi restava. Volendo instaurare una connessione più profonda, ho girato la telecamera su di lei e l’ho usata come mezzo per esplorare il nostro rapporto, in un modo nuovo, e per dare voce alle domande che non avevo mai fatto prima“.

Alla domanda su cosa abbia scoperto, grazie anche alle 250 ore di girato, su Franca Sozzani madre e su Franca Sozzani direttore di Vogue, Carrozzini risponde “Della direttrice di Vogue Italia ho scoperto la creatività e statura, perché da piccolo a 6 anni, essendo sempre vissuto in questo mondo, quando a scuola mi chiedevano che cosa facesse mia madre rispondevo che vendeva giornali e non che li facesse. Scavando negli archivi e sentendo i racconti delle persone che lavoravano con lei, mi sono reso conto del suo spessore. Per quanto riguarda la madre, ho scoperto che i genitori sono degli esseri umani che sbagliano e che amano. A volte da figli pretendiamo che siano perfetti e invece non lo sono“.

Franca: Chaos and Creation, recensione

Due citazioni di Franca Sozzani racchiudono perfettamente l’essenza di questo sincero film documentario: “Sì, che sono una vincente! Non perché sia presuntuosa, ma perché tutte le mie idee hanno avuto successo” racchiude l’essenza della direttrice di Vogue Italia e “L’unico vero amore è quello per un figlio” quella di una madre orgogliosa. Il documentario mette in luce il ritratto di una donna di famiglia borghese che rompe le regole, della famiglia e della moda, e che messa di fronte alla telecamera dal figlio mostra tutta la sua leggerezza senza essere mai superficiale (in un modo superficiale qual è quello della moda).

Galleria di immagini: Franca: Chaos and Creation, foto

Franca: Chaos and Creation, l’intervista a Francesco Carrozzini

Cosa significa per te il premio intitolato a tua madre durante 73esima Mostra del Cinema di Venezia?

Il premio Franca Sozzani, conferito questo primo anno, è un premio di ricordo ma che vuole essere per gli anni a venire un riconoscimento alle persone che, ovviamente, già eccellono nel loro campo facendo delle cose per gli altri. Julienne Moore, che è la prima ad aver ricevuto il premio, è proprio un esempio di tutto questo e di quello che mia madre cercava di rappresentare“.

Credi che il testamento lasciato da tua madre al mondo della moda, sul puntare sul green e sui giovani talenti, sia rispettato?

La moda è un business così grande che è difficile rispondere alla domanda. Credo che ci siano molte persone che stanno cercando di fare proprio questo; ad esempio c’è il lavoro di mia cugina, che continua il lavoro di Who is on next per la ricerca di nuovi talenti, e di Livia Firth, che con il Green Carpet Award sta cercando di puntare sul green. Ci sarà anche un premio dedicato a mia madre che andrà a un giovane designer. Tutto sommato c’è gente che fa quello che può fare“.

Qual è il più grande lascito fatto da tua madre alla moda?

Il sogno di sognare e di farlo in grande, di ambire a fare cose diverse, a mettersi in discussione in un ambiente nel quale una persona, quando le cose vanno bene, vive una vita più comoda“.

L’esordio di Franca Sozzani come direttore di Vogue Italia è stato rivoluzionario, con la copertina spoglia e lo strillo “nuovo stile”. Come, nel tuo lavoro, interpreti e fai tuo questo claim così forte.

Credo che lei con quella copertina abbia deciso di buttarsi tutto alle spalle e di rincominciare in un ambiente dove in quel momento era più facile farlo perché arrivato a saturazione: si doveva cambiare, passare dalle spallone degli anni ’80 e dagli ombretti eccessivi al nulla o a una camicia bianca, è stata una grande rivoluzione. Occupandomi di fotografia e cinema è per me difficile essere completamente innovativo. Quello di cui mi preoccupo è parlare di tematiche di oggi, che interessino alle persone e che siano emotivamente coinvolgenti“.

A tuo parere perché Franca Sozzani manca a tutte le persone che operano nel settore?

Manca perché era un punto di riferimento verso quale le persone guardavano: era la bocca della verità della moda, come l’ha chiamata un mio amico“.