Il trionfo del Roland Garros del giugno 2010 ha segnato l’intero anno di Francesca Schiavone, che dopo la Fed Cup di novembre ha abbandonato la racchetta per due settimane, godendosi il meritato riposo in una vacanza in California.

Gazzetta.it pubblica un’intervista rilasciata dalla tennista milanese, nuovamente impegnata con gli allenamenti in Toscana.

Mentre si prepara per la Hopman Cup di gennaio, la Schiavone deve combattere con i segni lasciati dalla racchetta nella sua mano destra dopo i quindici giorni di astinenza dal tennis, tuttavia sembra non essersi ancora scrollata di dosso l’entusiasmo che la vittoria francese ha lasciato in lei. Ma dove trova l’energia per andare sempre avanti?

A me piace il nuovo, giocando ad altissimo livello ho sentito che non ho ancora finito, che mi manca ancora un pezzettino per terminare il puzzle.

Trent’anni, più della metà dei quali passati sul campo da tennis. Ma questo non sembra pesare alla campionessa, che ammette di aver fatto poche e sopportabili rinunce per la sua carriera nello sport.

Ho rinunciato a qualche cena con gli amici, a qualche ora di sonno. Ma in realtà non mi sto privando di nulla. Penso di essere fortunata, felice, anche al di fuori di quello che ho fatto.

E se crede di meritarsi il massimo dei voti per le sue performance di quest’anno, Francesca è inarrestabile e pensa già al futuro, all’Australian Cup e a battere una territorio difficoltoso, gli Stati Uniti. Ma cosa pensa delle donne dello sport italiano che sembrano sovrastare i colleghi uomini?

Ormai succede da un po’ di tempo. Esempio: la Vezzali, che conosco da tanti anni e che incrocio anche qui a Tirrenia, è tanto sicura quanto sensibile. Sa vincere in un modo che non ti fa vedere le sue incertezze. Ammiro molto questo suo lato.

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