Non dimenticando le 156 donne morte nel 2008 e che il 20% degli omicidi totali sono commessi fra le mura domestiche, la Francia si impegna a proteggere la categoria femminile dalle violenze subite in casa da parte, molto spesso, di familiari stretti.

Il Parlamento ha, infatti, approvato il provvedimento che si riferisce ad un qualsiasi tipo di unione e che assicura una condizione di protezione alle donne prigioniere e vittime nelle loro stesse case.

Le vittime potranno, così, servirsi della cosiddetta “ordinanza di protezione” emanata dal giudice, la quale prevede l’espulsione del molestatore dal nucleo familiare o, altrimenti, lo spostamento fisico della donna qualora non volesse più vivere tra le mura domestiche.

La legge, ovviamente, pone chi fa uso di violenza in una condizione perseguibile penalmente e, perciò, punibile con 5 anni di reclusione e 75.000 euro di multa. Il governo si dichiara soddisfatto e il ministro della Famiglia, Nadine Morano, conferma:

Si tratta di un giorno storico, perché il parlamento ha messo da parte le lotte partigiane davanti all’urgenza della violenza alle donne.

L’adozione del nuovo provvedimento riguarderà, contemporaneamente, la sperimentazione del bracciale elettronico antiviolenza e l’organizzazione di una giornata nazionale per fare in modo che la tematica sia più sentita fra i cittadini.

Motivo di scontro in Parlamento è stato, però, il testo della legge, il quale comprende anche la più remota, ma comunque possibile, ipotesi di violenza contro gli uomini. Danielle Bousquet, che ha contribuito alla creazione della legge, si è infatti dimostrata contrariata:

Non è stata rispettata la nostra intenzione di farne una battaglia di genere, poiché in nove casi su dieci è la donna a subire violenze, all’interno della coppia.