Oggi entra ufficialmente in vigore in Francia la legge anti-burqa approvata lo scorso ottobre dal presidente Nicolas Sarkozy. Il provvedimento, discusso e criticato fin dalla sua nascita, non era mai stato proposto da nessun altro Paese europeo e prevede il divieto assoluto per tutte le donne musulmane di indossare il velo nei luoghi pubblici.

A poche ore dalla sua entrata in vigore, però, la legge anti-burqa è destinata a sollevare non poche polemiche in una Francia che conta la comunità musulmana più grande d’Europa e che è intenzionata a punire con sanzioni più o meno severe coloro che non rispetteranno il neo provvedimento.

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Le donne che nei centri commerciali, nelle strade o al parco indossano qualsiasi cosa copra il viso potrebbero essere multate fino ad un massimo di 150 euro e costrette ad un corso di cittadinanza francese, mentre gli uomini che impongono il burqa alle donne, soprattutto se minorenni, dovranno pagare dai 30 ai 60 mila euro.

La decisione del governo non è stata certo accolta con benevolenza dalla comunità musulmana che, infatti, ha voluto mostrare il proprio dissenso con una manifestazione non autorizzata in pieno centro a Parigi. All’ombra della cattedrale di Notre-Dame, 59 donne sono state fermate dalla polizia locale ma due di loro, con indosso il velo integrale, sono state arrestate e portate via.

La motivazione fornita dalle autorità riguardava l’assenza dell’autorizzazione per il corteo di protesta e, soprattutto, il rifiuto di scioglierlo all’arrivo della polizia. Più agguerrite che mai, infatti, le donne hanno cercato di rivendicare la propria libertà di espressione e di religione, seriamente minacciata dal provvedimento francese appena entrato in vigore.