L’Italia è contraria ad un asse Berlino-Parigi. Nel pensiero espresso da Franco Frattini, ministro degli Esteri italiano, tutte le perplessità nei confronti di un rapporto bilaterale fin troppo esclusivo. Il “Direttorio” non terrebbe nella dovuta considerazione la ricerca di una posizione comune in seno all’Unione Europea.

In risposta allo sfogo di Frattini sono arrivate le repliche francesi e tedesche, quest’ultime particolarmente dure. Angela Merkel puntualizza come la propria economia e quella transalpina siano le due più forti all’interno dell’Ue e che per questo motivo abbiano diritto ad un ruolo di maggior rilievo nella gestione della {#crisi economica}.

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Nella tarda serata arriva una comunicazione da parte del presidente statunitense Barack Obama, che fa sapere di appoggiare le politiche franco-tedesche per il riequilibrio dell’Eurozona.

Le parole del ministro Frattini non lasciano però dubbi, gli incontri a due non servono all’Unione Europea, né tantomeno alla Grecia:

«Francamente, di tutto l’incontro di ieri non siamo riusciti a comprendere quale sia stato il succo: non c’era un’agenda dichiarata, ma non sappiamo neanche se c’era un’agenda sostanziale. Sarebbe molto meglio rilanciare un metodo realmente comunitario, che faccia sedere tutti i Paesi membri intorno al tavolo del Consiglio senza perdere tutto questo tempo, rischiando di far fallire la Grecia».

Le accuse del ministro italiano sembrano però trovare le prime conferme proprio in sede europea. Il Vertice UE, originariamente previsto per il 17 e 18 ottobre, è stato rinviato al 23 nelle ore successive all’incontro tra Nicolas Sarkozy e Angela Merkel. Da questo incontro, hanno affermato i due capi di governo, è scaturito un nuovo piano per il bilanciamento dell’Eurozona e per il salvataggio della Grecia.

In questo modo si spiegherebbe un rinvio che non ha precedenti in sede europea: lo studio del nuovo programma economico franco-tedesco. Ad annunciarlo il presidente del Consiglio Ue Herman van Rompuy, per la cui elezione molto si sono spesi francesi e tedeschi. Quello che l’Italia e altri paesi europei temono è nei progetti dei due paesi ci sia una progressiva diminuzione dei poteri del Parlamento europeo a favore di organismi intergovernativi, dove le due economie più forti detterebbero legge sugli altri partner europei.

Fonte: Rainews24