Capita a tutti, prima o poi nella vita, di conquistare una preda amorosa ambita, quel principe azzurro che tutte sin da bambine hanno già ben impresso in testa. Così, dopo il primo contatto in un locale o in discoteca, si decide di fissare il primo appuntamento ufficiale, quell’occasione tra l’eccitante e il temibile che determinerà lo spartiacque tra l’inizio di una relazione o il proseguimento dello status di single.

Sarà l’imbarazzo di interagire con tanta pregiata merce, ormai rarissima sul mercato dell’amore, o forse la colpa è da attribuire a una certa goffaggine fantozziana che emerge proprio quando non dovrebbe, ma pare che le conversazioni del primo appuntamento siano tutte noiose e imbarazzanti. La testata The Frisky ha raccolto un piccolo prontuario delle battute tedianti moderne, quelle parole dette con leggerezza in grado di abbattere gli istinti, ma anche il testosterone, dell’uomo più focoso e l’interesse della donna più determinata dell’Universo.

Se una volta i partner accennavano al tempo o alla propria professione per rompere il ghiaccio, in tempi di Internet e virtualità gli argomenti cambiano e la meteorologia perde appeal, a meno che non si parli di global warming e del proprio impegno per salvare i pinguini dell’Antartide. Ma le alternative mancano e, così, si cade nell’errore della prima domanda banale: «Stai vedendo qualcuno?». Si tratta di una domanda sciocca e dannosa perché, oltre a poter riservare brutte sorprese, svilisce l’interesse di chi si ha di fronte, che si sentirà giudicato preventivamente come un farfallone.

Si prosegue, poi, con il gettonatissimo «hai provato l’online dating?». Chi proferisce queste parole forse non se ne rende conto, ma sta suggerendo al proprio avventore di lasciare il tavolo del ristorantino in cui ci si trova per questo incontro galante, scappare senza pagare il conto e correre a casa per accendere il PC: il Web, sicuramente, offrirà qualcuno di più interessante del partner incontrato pochi minuti prima davanti a un bicchiere di vino rosso.

Ma c’è anche ci fa di peggio, sfoderando un compendio di frasi fatte, detti e proverbi degni del calendario di Frate Indovino. A pochi minuti dal primo boccone della prelibata cena, uno dei due partner non riuscirà a resistere all’irrefrenabile impulso di proferire un «sai, l’amore capita quando meno te lo aspetti». Ma, siccome «non tutte le ciambelle escono con il buco» e nemmeno si può pretendere di avere «la botte piena e la moglie ubriaca», probabilmente l’annoiato avventore si aspetta tutto fuorché l’amore da un’enciclopedia vivente di modi di dire.

Superato il primo impaccio, la conversazione non può far altro che diventare più seria. Alcuni, tuttavia, confondono il serio con l’insistente e, così, propongono una serie infinita di attività da condurre insieme al neo-conosciuto partner. Vi sono uomini che dopo 10 minuti di conoscenza fanno già progetti di convivenza, altri che accompagnano l’avventrice come se fosse un cagnolino imponendosi con un «figurati, mi fa molto piacere accompagnarti al bagno», altri ancora che si trasformano in uno psicoterapeuta prêt-à-porter. E, così, via libera ai noiosissimi consigli di vita da persone vissute, enunciati nonostante non si abbia una reale conoscenza della persona che si ha di fronte. Dai vari «devi lanciarti di più», sortendo l’unico effetto del desiderio del partner di lanciarsi sotto un Eurostar in corsa, ai «perché non ti unisci a un gruppo con i tuoi stessi interessi?», passando per i super tedianti «credo dovresti», accompagnati da una serie infinita di consigli che mai nessuno ha richiesto. Si provi a pensare come potrà sentirsi conquistata una preda che, nel giro di un quarto d’ora, si è sentita consigliare di cambiare colore di capelli, modificare lo stile di vestiario, lasciare il proprio posto di lavoro o, peggio, di svincolarsi dal rapporto con la madre. L’unica persona da cui ci si vorrà svincolare è tal principe azzurro trasformatosi in rospo velenoso.

Infine, ai primi appuntamenti spesso si finisce a disquisire delle precedenti relazioni. E, forse per giustificare una certa sfortuna emozionale, c’è chi si lancia in poco credibili «meglio single che mal accompagnati». Oltre a ricadere nuovamente nello schema di Frate Indovino, si tratta di un’affermazione assolutamente fuori luogo. Nessuno ha il coraggio di farlo, ma chi si sente riferire tal frase in un momento di conquista dovrebbe obbligatoriamente rispondere con un «allora rimani single». Lo stesso vale per l’estremo opposto, ovvero il «sono felice di averti conosciuto, non saremo mai più single», a cui si dovrebbe rispondere esattamente con le stesse parole del caso precedente.

Fonte: The Frisky