Anche l’imprenditoria femminile in Toscana deve fare in conti con la crisi economica, che sta mettendo a tappeto numerose imprese in tutta la penisola: nonostante i dati più che positivi che hanno caratterizzato la Regione tra il 2009 e il 2011, infatti, nel primo trimestre del 2012 le aziende rosa del territorio devono fare i conti con le difficoltà relative al credito.

Le cifre elaborate dall’Osservatorio sulle Imprese femminili di Unioncamere Toscana, infatti, mostrano una battuta d’arresto dell’imprenditoria rosa, ferma al 24% tenendo conto del numero complessivo di aziende nel teritorio, precisamente 99.395 unità su 414.885, un dato che si distacca non poco dall’incremento del 4,1% che aveva caratterizzato il passaggio dal 2009 al 2011.

Si tratta di cifre meno positive del passato che, in ogni caso, sono migliori dei numeri relativi al’imprenditoria maschile, caratterizzata anche da una fascia di età meno giovane rispetto a quella femminile. Dal punto di vista provinciale, inoltre, la Toscana vede una maggiore concentrazione di imprese rosa soprattutto nella zona di Arezzo, seguita da Pistoia e Prato, dove le imprese sono comunque in lieve e costante aumento, cosa che non succede a Livorno e Lucca.

I settori produttivi che mostrano un maggiore sviluppo e un minore impatto negativo causato dalla crisi sono il commercio, i servizi, il turismo – comprese la ristorazione e la comunicazione. Un dato positivo riguarda, infine, l’imprenditoria guidata da donne straniere, in continua crescita: rispetto al 2011, infatti, il numero di imprese rosa guidate da titolari straniere è cresciuto del 6,5%, un dato che contrasta, invece, con il calo delle unità delle aziende rosa italiane, pari al -0.8%.

Fonte: Etribuna