Ne siamo circondate e, sempre più spesso, nuovi studi scientifici ci informano sui possibili danni alla nostra salute. Parliamo degli ftalati, sostanze nocive che troviamo in alcuni oggetti di uso comune, come certi tipi di cosmetici, comuni shampoo, utensili di plastica.

Oggi, tuttavia, arriva un’ipotesi ancora più allarmante, che mette in guardia le donne in gravidanza dai possibili effetti negativi di questi elementi sui nascituri. Se una donna incinta si espone ai ftalati, infatti, anche il feto subisce modifiche al suo sistema endocrino e non è da escludere che, da bambino o adulto, possa soffrire di problemi motori o possano verificarsi danni al cervello.

Uno studio portato avanti dalla Columbia Center for Children’s Environmental Health e pubblicato sulla rivista Environmental Health Perspectives parla chiaro: analizzando la presenza nelle urine di ftalati relativamente a circa 320 donne diventate mamme tra il 1999 e il 2006, e incrociando questi dati con le condizioni di salute dei figli una volta compiuti i tre anni di età, quello che è scaturito è un quadro decisamente allarmante.

Per i bimbi di entrambi i sessi l’esposizione delle mamme ai ftalati può portare a difficoltà di coordinazione e ritardi nel movimento, e solo per le bambine si parla anche di deficit nello sviluppo mentale. Sembra inoltre che possano verificarsi anche fenomeni di depressione infantile, ansia e altri problemi che riguardano la sfera delle emozioni.

A fare le spese degli effetti negativi dei ftalati in gravidanza sarebbe il sistema endocrino dei bambini, che subirebbero danni a livello della tiroide e del corretto equilibrio ormonale. Le effettive cause di questi danni all’organismo sono tuttavia ancora in fase di studio, e non si esclude che anche il livello di testosterone possa subire modifiche riducendosi notevolmente e, di conseguenza, provocando problemi allo sviluppo della sfera cerebrale.

Fonte: Washingtonpost