Mentre qui in Italia la Cassazione decide in favore del Referendum contro il nucleare, contrastando la legge Omnibus e accogliendo il ricorso del Pd e dei comitati pro referendum, e l’Agicom richiama formalmente la Rai perché informi l’elettorato, in Giappone la situazione non migliora.

La zona di Fukushima è completamente contaminata dalla radioattività. Acqua e terreni compromessi hanno spinto il Governo a scegliere una fonte energetica alternativa, ma nel frattempo lo scheletro della centrale incombe sulla vita dei giapponesi.

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Le soluzioni affrontate sino a ora hanno prodotto scarsi risultati, per questo motivo un gruppo di 250 anziani giapponesi si è offerto volontario per lavorare alla messa in sicurezza della struttura. Definiti Kamikaze o Corpo dei Suicidi, il loro gesto compassionevole sta facendo il giro del mondo. Consapevoli dei rischi, si sono offerti volontariamente per dare il cambio ai mille operai che ancora oggi, coraggiosamente, lavorano dentro la centrale mettendo in pericolo la propria vita.

Il gruppo degli anziani si dice sicuro della scelta e sente sulle proprie spalle la gravità di una decisione, quella del nucleare, affrontata dalla loro generazione. Inoltre sostengono:

“Gli anziani sono meno sensibili alle radiazioni. Per questo, dobbiamo fare la nostra parte. La nostra generazione è quella che ha promosso la costruzione delle centrali nucleari. Se non ci prendiamo noi la responsabilità di quella scelta chi lo farà?”

La Tepco, società che gestisce la centrale, si dichiara colpita dal gesto ma declina l’offerta. Eppure i 250 volontari non demordono, sicuri che in futuro verranno impiegati al posto dei giovani operai. Come sostengono loro stessi: le radiazioni su un corpo anziano agiscono molto più lentamente, per questo motivo sarebbe più logico impiegarli per la centrale.

La popolazione giapponese ormai è consapevole dei rischi che sta vivendo, per questo motivo l’indignazione e la rabbia stanno prendendo il sopravvento. Stanchi delle bugie rassicuranti del governo e di misurazioni alterate da parte dei tecnici, i giapponesi si rivolgono indignati al Premier. Le madri giapponesi, in particolare, attrezzatesi di misuratori Geiger hanno smascherato la truffa che sta distruggendo la salute dei loro figli.

“Ecco, guardi, segna 2,4 microsievert l’ora. Arrivano a 36 al giorno, cioè 13.140 l’anno, ossia 13 millisievert l’anno. Ci sono posti dove si raggiunge i 220 l’anno: è più alto di quello della centrale. Qui si è sotto i 20 millisiervert l’anno fissati dal governo. E cosa significa: morire più tardi? Gli standard internazionali parlano di 1 millisievert l’anno. Solo dopo l’incidente alla centrale lo hanno alzato a 20. E adesso, da due settimane, lo hanno esteso ai bambini. È assurdo, questo ci fa paura. Ci sentiamo ingannate, non sappiamo quale sia la verità. Chi mente e chi nasconde. Vengono quasi tutti i giorni: medici, esperti, persino il governatore della Prefettura ci ha fatto visita. Arrivano, ci rassicurano, dicono che va tutto bene, ci invitano a mangiare latte e verdura. Dobbiamo solo aspettare che passi. Ma noi abbiamo urgenza di capire. I miei figli non possono morire.”

Molte sono costrette a separarsi dai figli, spediti il più lontano possibile dalle zone contaminate nella speranza che la centrale non abbia ancora intaccato la loro vita.