Continua la situazione di emergenza nella centrale di Fukushima Daiichi, costantemente sottoposta a operazioni per la riduzione di emissioni radioattive per la crisi nucleare più grave da Chernobyl nel 1986. TEPCO, la società che gestisce gli impianti, ha deciso oggi di accettare gli aiuti di Areva, il gruppo francese guidato da Anne Lauvergeon, che si è proposta di contribuire al trattamento delle acque contaminate.

Dagli Stati Uniti, messi a disposizione dal ministero dell’Energia, sono invece arrivati degli speciali robot in grado di raccogliere informazioni sui reattori, in particolare nei luoghi dove le radiazioni sono oltre il livello consentito, soprattutto dopo che le autorità nipponiche hanno deciso di evacuare l’intera area a causa dei rischi causati dall’esposizione costante alle radiazioni a cui erano sottoposti gli addetti alla centrale.

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E sono proprio le condizioni di salute degli operatori di Fukushima ad aver destato ulteriori preoccupazioni alle autorità nipponiche che, in base a quanto scritto stamani dal quotidiano The Guardian, avrebbe preso in considerazione la possibilità di prelevare staminali ematiche dagli operatori e ingegneri che in questi giorni sono stati in contatto con il materiale radioattivo. Infatti, le malattie e i danni al midollo osseo procurati dall’esposizione prolungata, possono in alcuni casi rivelarsi non letali grazie a tempestivi trapianti di cellule.

Intanto Tsunehisa Katsumata, presidente onorario di TEPCO, ha diffuso le prime notizie sul presidente del gruppo che è stato spesso criticato a causa della sua assenza. Secondo le dichiarazioni, Masataka Shimizu, è stato ricoverato in ospedale proprio ieri sera per ipertensione arteriosa, probabilmente causata dallo stress subito dal giorno della crisi nucleare.