È stato necessario convocare urgentemente una conferenza stampa per rettificare i dati relativi alla concentrazione di radiazioni registrate presso il reattore n°2 di Fukushima Daiichi, la centrale nucleare giapponese gestita dalla società Tepco che oggi aveva dichiarato valori pari a 10 milioni di volte superiori alla norma.

L’agenzia di stampa Kyodo ha riferito che, nonostante rimanga comunque estremamente pericoloso per la salute, il livello di radioattività riscontrato è decisamente più basso, ovvero 100 mila volte superiore con una concentrazione di 1000 millisievert/ora, in grado di rivelarsi letale entro 30 giorni dopo un’esposizione di anche solo quattro ore, tanto da richiedere l’immediata evacuazione dei tecnici presenti.

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Sakae Muto, vicepresidente Tepco, ha spiegato in conferenza che l’errore di valutazione è stato causato dalla combinazione di più elementi radioattivi all’interno dei campioni prelevati per le analisi. Proprio l’elevato livello di uno di esso, lo iodio-134, ha insospettito l’agenzia per la Sicurezza nucleare che ha ipotizzato un contatto tra il nocciolo e l’acqua per il raffreddamento a causa di una falla strutturale.

“La priorità è ora risolvere l’emergenza di Fukushima, poi si dovrà fare una revisione ad ampio raggio sul nucleare”.

Così ha dichiarato all’Ansa una fonte del governo giapponese, preannunciando un giro di vite sulla regolamentazione attuale e, con grande probabilità, onerose sansioni contro Tepco.