Il fumo continua a rimanere una delle abitudini peggiori per gli italiani, ma la tendenza è in calo. Le ultime statistiche fornite da Roberta Pacifici, direttore dell’Osservatorio Fumo, Alcol e Droga (OssFAD) dell’Istituto Superiore di Sanità, rendono noto che nel bel paese si fumano oltre 140 milioni di sigarette ogni giorno, per un totale di 51 miliardi su base annua.

I numeri del rapporto, presentato oggi in occasione del No Tabacco Day, giornata dedicata alla lotta al tabagismo, non sono però tutti negativi. Rispetto al 2011, nella prima parte di quest’anno si è infatti registrato un calo del 2% tra i fumatori over 15. Sono le donne in particolare a guidare l’inversione di tendenza, con una flessione del 2.4%. Il fumo però è qualcosa davvero di irrinunciabile per gli italiani, tanto che non sono in pochi a essere passati al tabacco sfuso, solitamente più economico, per costruire a mano la propria sigaretta.

Enrico Garaci, presidente dell’Iss spiega: «I dati sono sicuramente confortanti, bisogna però lavorare per aumentare la consapevolezza del rischio». I dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità del resto parlano chiaro: il fumo uccide sei milioni di persone in tutto il mondo, delle quali 70 mila solo in Italia. Se non si riuscisse a invertire questa tendenza, nel 2030 il numero di morti per malattie provocate dal fumo potrebbe salire a 8 milioni.

Non bisogna sottovalutare purtroppo neanche il fumo passivo. Silvio Garattini, direttore dell’Istituto Mario Negri, ha infatti così commentato: «è impensabile dover attraversare quella nuvola di fumo per poter entrare in aeroporto. La legge Sirchia dovrebbe essere estesa anche ai parchi pubblici, ai giardini, agli ingressi degli ospedali e in auto, perché come il cellulare la sigaretta è fonte di distrazione».