Arriva l’ennesima conferma di quanto sia dannoso, per la mamma ma soprattutto per il futuro nascituro, fumare durante i nove mesi di gravidanza.

Secondo uno studio condotto dagli scienziati svedesi dell’Università di Örebro, le donne incinte che fumano almeno nove sigarette al giorno espongono il feto a maggiori rischi di problemi motori e di coordinamento fisico.

La ricerca ha avuto tempi lunghi e ha osservato per tutto il corso della loro vita circa 13.000 bambini britannici appartenenti al National Child Development Studio, tutti nati nella stessa settimana del 1958.

Dai primi risultati sembra, innanzitutto, che il rischio di difficoltà motorie sia maggiore per i maschi che non per le femmine e il professor Scott Montgomery, coordinatore dello studio, ha così commentato tale tendenza:

La nicotina può influenzare lo sviluppo del cervello e interagisce con il testosterone, in particolare durante la fase fetale, e questo potrebbe rendere i ragazzi più sensibili all’esposizione fetale alla nicotina.

Tutti i bambini, all’età di 11 anni, sono stati sottoposti a diversi test per verificare, appunto, il loro coordinamento e controllo fisico. Le prove a tempo consistevano nel raccogliere 20 fiammiferi, prima con la mano sinistra e poi con quella destra, spuntare 200 quadrati e copiare una figura semplice.

Gli esiti hanno dimostrato che i bambini nati da una madre fumatrice incontravano maggiori difficoltà nel portare a termine le prove con successo.

Queste le parole di Matz Larsson, ricercatore in medicina e medico consulente presso l’Örebro University Hospital:

I nostri risultati suggeriscono che le donne che fumano durante la gravidanza corrono il rischio di danneggiare le capacità motorie del bambino. Ci possono essere diverse ragioni alla base di questo. La nicotina interagisce con l’acetilcolina, che è un importante neurotrasmettitore e messaggero quando il cervello si sviluppa durante la fase fetale. Ma potrebbe anche essere il caso che il fumo materno conduca a una forma di malnutrizione fetale.