Che il fumo faccia male, malissimo, è noto, per non parlare dei rischi per le donne in gravidanza. Oggi c’è un ulteriore conferma sulle implicazioni sui neonati. Lo studio Raine, durato oltre 20 anni di follow-up e condotto dai ricercatori del King Edward Memorial Hospital, ha dimostrato che c’è uno stretto legame tra qualità dello sperma in età adulta ed esposizione al fumo in età fetale.

La ricerca è iniziata nel 1989, quando vennero reclutate ben 2.900 donne in gravidanza per esaminare diverse immagini a ultrasuoni. La valutazione di madre e figlio veniva eseguita alla diciottesima settimana, alla ventiquattresima, ventottesima e, infine, alla trentottesima settimana. In quest’arco di tempo vennero raccolte quante più informazioni possibili sulle donne, il loro stato di salute e lo stile di vita.

Dopo tanti anni di studi, i ricercatori hanno scoperto che un uomo su 6 tra quelli testati – di circa vent’anni di età – mostrava parametri spermatici nettamente inferiori alla soglia definita “normale” dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Senza considerare che oltre il 20% dei soggetti analizzati mostrava criteri morfologici spermatici non definiti accettabili dall’OMS. La produzione di spermatozoi inferiore alla norma è stata riscontrata nel 18,65 degli uomini analizzati.

Dunque, occhio al fumo, prima, dopo e soprattutto durante una gravidanza…

Fonte LaStampa.it