Se una futura mamma è in sovrappeso, c’è molta probabilità che anche il nascituro abbia lo stesso problema alla nascita. Il peso della donna incinta, anche prima della gravidanza, influisce su quello del neonato in modo determinante.

Monitorando il peso della futura mamma sia nel corso della gravidanza, sia nei mesi precedenti al concepimento, è possibile fare una previsione per quanto riguarda lo stato di salute del nascituro, ipotizzando il suo peso alla nascita e, soprattutto, cercando di prevenire l’obesità infantile.

Secondo uno studio condotto dai ricercatori del Dipartimento di Pediatria del Soerlandet Hospitale e dell’Università di Oslo, infatti, esiste un legame molto stretto tra il peso della donna incinta e quello del suo bimbo, e solo regolarizzando l’alimentazione della mamma e tenendo sotto controllo i suoi indici di massa corporea è possibile garantire un’ottima salute al piccolo.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Acta et Obstetricia Gynecologica Scandinavica, si pasa sull’analisi accurata dell’aumento di peso di 58.383 donne seguite dal 2000 al 2007, quindi anche prima della gestazione e durante la stessa. Si è potuto notare come il peso dei neonati alla nascita variava in funzione dell’indice di massa corporea della mamma, soprattutto se già elevato prima di rimanere incinta e, di conseguenza, cresciuto ancora nel corso dei nove mesi di gravidanza.

I ricercatori hanno potuto effettuare un calcolo abbastanza preciso, riuscendo a capire come, per ogni chilo di peso preso dalla futura mamma prima del concepimento, corrisponda per il piccolo un aumento di 22,4 grammi alla nascita. E non solo. Se la mamma aumenta di 10 chili in gravidanza, ciò significa che anche il bambino avrà 224 grammi in più dopo il parto.

«Incoraggiare le donne a raggiungere un peso sano prima del concepimento e a mantenere un moderato aumento durante la gravidanza, è importante per evitare un eccessivo peso alla nascita nella prole.»

Unni Mette Stamnes Koepp, a capo dello studio, lancia quindi un monito alle donne che desiderano mettere in cantiere un figlio e che hanno problemi di sovrappeso, condizione che potrebbe nuocere alla salute del neonato. Questo studio rappresenta un’ulteriore conferma alla necessità di sfatare un falso mito che da decenni ruota intorno alla gravidanza: mangiare per due. Si tratta di un’abitudine non solo non necessaria, ma anche potenzialmente nociva per il bambino, come afferma un’altra ricerca statunitense.

Un regime alimentare malsano in gravidanza, infatti, può arrecare danni da non sottovalutare al bambino, che durante la crescita potrebbe manifestare un quoziente intellettivo inferiore alla media di cinque punti, ma anche deficit di attenzione e inevitabili disturbi alimentari.

Fonte: Nfog