Se la Mostra del cinema di Venezia ha chiuso i battenti, le polemiche continuano a rincorrersi, tra accuse e diffide, difese e gestacci. La stampa estera ha poco curato il cinema italiano presente al Festival veneziano ma ha dato ampio spazio alla feroce diatriba: Tarantino contro la stampa italiana. Infatti, nella conferenza stampa di chiusura del Festival, la stampa italiana ha fischiato il presidente di giuria, il regista Quentin Tarantino, accusandolo di aver premiato solo i suoi amici ed ex fidanzate.

Così si schierano da un lato gli accusatori, dall’altro i difensori del noto regista Tarantino.

Vania Traxler, la distributrice del film cileno “Post mortem”, non ha usato mezzi termini per esprimere il suo disappunto:

Poteva fare tutto da solo, potevano non dargli una giuria, il verdetto è stato troppo personalizzato. L’Italia non aveva capolavori in gara, ma al confronto di certi premi ci poteva stare per un attore o per una nostra sceneggiatura.

Dall’altro lato il noto regista italiano, membro della giuria, Gabriele Salvatores è corso a difendere l’operato di Tarantino, dichiarando:

Parlare di conflitti di interesse in un Paese come l’Italia per un premio a una pseudo ex fidanzata è un gossip senza senso. Io spero che si faccia una piccola riflessione sul cinema che si fa in Italia, in termini commerciali e di qualità.

Sicuramente come suggerisce Gabriele Salvatores, bisognerebbe riflettere sul cinema italiano, le sue difficoltà, la scarsa considerazione che vanta all’estero, ma anche la poca originalità che spesso caratterizza la nostra cinematografia.

Accusare poi Tarantino di “clientelismo” e “favoreggiamenti” non è giusto, secondo la maggioranza dei pareri: il cinema italiano era presente con delle opere di scarsa qualità e il regista, visto la sua filmografia, sicuramente è un esperto del settore.

In realtà il problema, aldilà dei gossip e delle banali lamentele, sembra essere altro: tutti gli altri Festival nel mondo tendono ad avere un occhio di riguardo per la cinematografia nazionale. La stampa italiana, d’altro canto, dà sempre ampio spazio alla filmografia straniera, anche quando non si tratti di opere eccelse.

Perché allora se la Mostra del Cinema si tiene a Venezia, non si può avere un occhio di riguardo per i prodotti nazionali? Non vantiamo forse ottimi interpreti che meriterebbero dei riconoscimenti? E perché la stampa estera ha completamente snobbato la nostra filmografia?