Va bene che non siamo più nel ‘700, e che non è richiesto (per fortuna) a nessuna donna di comportarsi come una dama alla corte del Re, e va bene che non dobbiamo essere tutte delle Veneri botticelliane, diafane e aggraziate al punto da sembrare più divine che umane, però, diciamolo: un po’ di grazia (e aggiungerei buona educazione) non guasterebbe.

Invece, pare proprio che non siamo più le esponenti del gentil sesso, se possono verificarsi fatti come quello registratosi ieri a Napoli.

Tre giovani donne (la più grande ha 23 anni, le altre due sono minorenni di 17) hanno aggredito una vigilessa della polizia municipale, dispensandole calci e pugni a più non posso, lanciandole addirittura pezzi del ciclomotore e finendo per fracassarle il naso. La malcapitata era colpevole di averle fermate e aver chiesto loro i documenti perché si trovavano in sella ad un ciclomotore senza targa e senza casco.

Le tre ragazze, con l’aiuto di altri agenti intervenuti e rimasti pure loro feriti, sono state poi trascinate al comando dove, non contente dei danni che avevano fatto, hanno pure devastato e sfasciato parte dei mobili.

Lasciamo perdere il fatto che solo la più grande delle tre è stata subito trascinata in tribunale. E concentriamoci sul racconto della vittima, l’agente di polizia municipale, che ha dichiarato:

Quelle tre ragazze erano delle furie. Hanno cominciato a insultarmi, poi hanno cominciato a tirarmi i capelli, mi hanno preso a morsi sul braccio, mi hanno colpito con pugni sul volto; una volta arrivate al comando, hanno preso a tirare cassetti contro gli altri agenti e fogli all’aria, devastando la nostra unità operativa.

Alla faccia del sesso debole.