Dopo il grandioso esordio con Benvenuti a Zombieland e la rocambolesca commedia 30 Minutes or Less, Ruben Fleischer torna dietro alla macchina da presa con Gangster Squad, mix tra azione scatenata e poliziesco all’ultimo colpo di pistola. Ispirato alle reali vicende vissute dal criminale Mickey Cohen, la pellicola ripercorre uno dei momenti più importanti della storia a stelle e strisce, tra il fermento del secondo dopoguerra e la guerra alla malavita, sempre più presente e potente.

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Fleischer non ha voluto lesinare sul cast: da Sean Penn, nell’insolito ruolo del boss Mickey Cohen, a Josh Brolin, un ligio poliziotto d’origine irlandese, passando per Ryan Gosling e Nick Nolte, il regista di Washington ha fatto scendere in campo una squadra particolarmente affiatata. Al loro fianco, una rossissima Emma Stone, insieme a Robert Patrick, Giovanni Ribisi, Anthony Mackie e Michael Peña.

1949. Mickey Cohen (Penn) è il boss di Los Angeles: grazie ai suoi guadagni illeciti tra prostituzione, droga e armi sta pian piano mettendo le mani sull’intera città, mettendo in piedi un vero e proprio impero criminale, supportato anche dalla corruzione di stato e polizia. Tutto sembra filare liscio fin quando il poliziotto John O’Mara (Brolin), aiutato da una squadra sopra le righe, decide che è tempo di riportare la legalità nella città degli angeli.

Un film che sembra spuntare direttamente dal mondo dei fumetti: così si presenta Gangster Squad, l’ultima fatica di Robert Fleischer, caratterizzata da atmosfere piacevolmente rétro, scenografie spettacolari e colori estremamente saturi, con toni caldi vibranti e profondi come quelli della morbida chioma della pupa del boss Emma Stone. Uno scontro senza esclusioni di colpi, dove per assicurare il bene bisogna sporcarsi le mani: ed è così che la squadra di poliziotti, capitanati da Josh “sguardo di ghiaccio” Brolin, si ritrova impantanata negli affari poco puliti di Mickey Cohen, uno Sean Penn che col suo broncio prova timidamente a imitare le divagazioni mafiose cinematografiche dei Marlon Brando e Robert De Niro d’altri tempi.

Sparatorie, scazzottate e scie di sangue: la narrazione sceglie una logicità ben precisa, senza improbabili colpi di scena o exploit sui generis; se da una parte la scelta di Fleischer è quella di non uscire mai dal seminato, dall’altra il rischio è di risultare fin troppo lineare, seguendo un percorso che rischia di cadere nello scontato una volta dato il via ai giochi. Per fortuna, a sopperire alle mancanze di sceneggiatura c’è una scelta ben precisa: al vecchio stile si accompagna uno humor intelligente e ben dosato, ben distribuito su tutto il cast.

Nonostante le radici fin troppo affondate nell’iconografia classica hollywoodiana, Gangster Squad riesce a proporre un prodotto interessante, non del tutto coinvolgente dal punto di vista narrativo ma ben bilanciato per quanto riguarda il cast: personaggi ben dipinti e caratterizzati al punto giusto, con un Gosling dallo sguardo intrigante e un Robert Patrick divertentissimo nella sua interpretazione del poliziotto vecchia scuola. Niente di cerebrale o intricato, parlino le armi: à la guerre comme à la guerre.

Nessun Distintivo è una grafic novel legata al film che permette di vincere un soggiorno per due persone a Los Angeles. Ecco il link per partecipare al concorso: http://www.nessundistintivo.it/