Un telefilm decisamente sfortunato “Il mio amico Arnold“. Tanto più che si stanno aprendo nuovi scenari relativi alla morte del protagonista Gary Coleman. I parenti stanno chiedendo maggiori informazioni, dato che si è parlato di emorragia celebrale, ma non è stato ben spiegato cosa sia successo prima: una caduta per le scale? È scivolato nella doccia? Tutto è avvolto nel più fitto mistero.

Capita, a volte, che vi siano sono programmi televisivi considerati “maledetti”, ma sono giudizi a posteriori e succede solo con quei telefilm che hanno fatto storia. Basti pensare a “I segreti di Twin Peaks“, cancellato alla terza stagione e mai concluso, con quel cliffhanger finale: si disse che erano successi degli strani episodi, come il suicidio della moglie di Jack Nance, ma in realtà la serie chiuse perché il pubblico aveva perso interesse dopo la scoperta dell’assassino di Laura Palmer.

Nel caso di “Arnold” si potrebbe, invece, parlare di serial maledetto, dopo i problemi di alcool e droga di Todd Bridges, le vicissitudini che portarono alla morte di Dana Plato, e la vita non esattamente felice del protagonista Coleman.

A pochi giorni della scomparsa, gli altri protagonisti lo ricordano con tenerezza. A partire da Charlotte Rae, che impersonava la governante, la signora Garrett:

Era così adorabile e gentile, la vera star dello show. Se è stato un successo è solo merito suo.

Anche Conrad Bain, che interpretava il padre adottivo, mister Drummond, si era pronunciato durante il ricovero di Coleman:

Prego per lui, nonostante non ci siamo sentiti per anni, Gary è sempre nei suoi pensieri.

Intanto, vengono diramati nuovi particolari sull’incidente occorso a Coleman. La telefonata al 911 sarebbe stata fatta dalla ex moglie Shannon Price che ha detto concitatamente ai soccorritori:

C’è sangue ovunque, ho anche del sangue addosso, non riesco a gestire la situazione.

La Price avrebbe detto a Coleman di tamponarsi la ferita, ma lui, in stato confusionale, non ha risposto. Sarebbe stata la ex moglie a prendere la decisione di staccare i macchinari che tenevano l’attore in vita, nonostante non ci fosse più un legame tra loro. Secondo il comunicato dello Utah Valley Regional Medical Center:

Coleman aveva firmato un Advaced Health Care Directive, assegnando a Shannon Price la facoltà di prendere decisioni circa il suo stato di salute nel caso in cui lui fosse stato impossibilitato a farlo.