All’inizio di febbraio durante la Settimana della Moda di Parigilo stilista francese Jean Paul Gaultier aveva suscitato critiche abbastanza pesanti a causa dell’abbigliamento delle sue modelle.

Le modelle di Gaultier hanno sfilato vestite e truccate come Amy Winehouse, all’epoca scopmarsa da poco più di sei mesi. Capelli con l’acconciatura chiamata ad alveare, occhi resi neri e profondi dall’eyeliner, orecchini importanti e sigaretta in bocca.

Finita la sfilata Mitch Winehouse ha subito protestato per quello che ha ritenuto solo una mossa di marketing, fatta sulle spalle della figlia prematuramente scomparsa.

A tre mesi da quel giorno, Jean Paul Gaultier risponde, attraverso un’intervista a Vogue TV, alle accuse:

Quando Amy è morta sono rimasto sorpreso dal fatto che nessuno nel mondo della moda le avesse reso omaggio. Il suo look era favoloso, fantastico: era unico. Di solito le attrici e le cantanti hanno bisogno di qualcuno che dia loro consigli di moda. Lei invece aveva in modo naturale il giusto make up, i giusti orecchini. Era vero stile…

Così lo stilista chiude questo spiacevole inconveniente, rimarcando che la sua non era assolutamente  una strategia pubblicitaria, ma un omaggio a quella che considera una delle migliori voci del nostro secolo.

Ma il padre di Amy non è ancora soddisfatto e chiede allo stilista che, con i ricavi della vendita degli abiti, faccia una donazione alla Amy Winehouse Foundation.