Ieri Belgrado è stata teatro di violenti scontri. La causa: il dissenso di estremisti di destra al gay pride.

Sempre ieri, infatti, nella città si è svolta la manifestazione dell’orgoglio omosessuale, che ha visto la partecipazione di migliaia di persone e di agenti della polizia, questi ultimi impegnati a mantenere l’ordine. Tuttavia questo non ha impedito le sommosse.

La manifestazione si è svolta pacificamente e ha visto anche la partecipazione di leader politici serbi ed esponenti stranieri. Peccato che non molto distante gruppi nazionalisti, skinhead e hooligans armati di mattoni e bottiglie hanno dato “inizio alla caccia”, al grido di:

Morte ai gay!

Hanno quindi attaccato e dato fuoco ad alcune zone della città, tra cui la sede del Partito Democratico, la sede del Partito Socialista Serbo e la sede della televisione di stato.

Gli agenti sono subito intervenuti lanciando gas lacrimogeni, che sono serviti a disperdere i manifestanti. 141 le persone ferite, di cui 121 erano poliziotti, mentre 207 sono le persone arrestate.

Sempre ieri nella città si era svolta la “Passeggiata della famiglia”, una manifestazione per chiedere pacificamente l’annullamento del gay pride.

Siamo qui per dire a tutti che i gay sono malati e che solo Dio li può salvare.

Così ha detto un prete riferendosi agli omosessuali.

Gli scontri gettano ombra sul paese e sull’immagine che Serbia vuole dare agli occhi dell’Unione Europea. Anche per il gay pride del 2001 ci furono rivolte provocate sempre da gruppo di estrema destra.