“In tedesco, “gazelle” è solo il nome di un animale, ma in oriente è un nome femminile, un vezzeggiativo. È un animale in grado di sopravvivere nella steppa malgrado la sua corporatura delicata. Possiamo dire la stessa cosa della donna di oggi”. Queste le parole di Sineb El Masrar, iraniana e fondatrice di «Gazelle», il magazine femminile multiculturale che arriva dalla Germania.

Qual è la grande differenza di Gazelle rispetto agli altri giornali femminili? Solo una. Grandissima: Gazelle è scritto con consapevolezza, quella del cuore e della mente, delle donne di ogni cultura. Gazelle è dedicato a tutte coloro che cercano una lettura a 360 gradi, che scardini gli stereotipi sulle letture femminili convenzionali.

Gazelle dice quindi basta ai clichés sui matrimoni (o, peggio, omicidi passionali), pregiudizi sulle donne immigrate (alle quali il giornale si dedica particolarmente) e fini rappresentazioni mediatiche della società.

L’obiettivo di gazelle è quello di creare tolleranza sul base conoscitiva e culturale, affinché donne diverse siano accomunabili per favorire lo scambio di idee.

“La maggior parte della società tedesca non ha contatti con le donne immigrate. Oltretutto, i media comunicano un’immagine molto parziale di queste donne, della gente come me”

– si lamenta la fondatrice, che rivendica il diritto delle donne emigrate a non dover parlare solo in contest selezionati, ma a partecipare attivamente con parole e azioni alla vita quotidiana tramite le pagine del giornale.

Gazelle, al suo quarto numero e con 10 mila copie pubblicate, vanta attualmente lettori di entrambi i sessi e parla in modo moderno di temi femminili quali famiglia, salute, bellezza e moda.