Eroi romantici o serial killer? In nome della gelosia si fanno un sacco di stupidaggini fino a giungere, talvolta, a compiere veri e propri crimini puniti dalla legge.

Fatto è che, da sempre, la gelosia viene interpretata attraverso due principali punti di vista: quello del “sano” senso di possesso (ma, è davvero sano?) e quello della “morbosa paura di perdere qualcuno”.

E, da sempre, si cerca di scoprire se la gelosia faccia, o meno, bene alla vita di coppia.

Innanzitutto pare proprio che sia una malattia maschile (bassissima la percentuale di donne gelose che arrivano alla morbosità)quando assume i connotati di disturbo.

Ma, come l’arcobaleno, la gelosia può essere rappresentata da crescenti sfumature e, soprattutto, è inversamente proporzionale all’intelligenza emotiva dei soggetti coinvolti.

Mentre uno studio svolto dai ricercatori dell’Università della British Columbia in Canada e dell’Università dell’Iowa, Usa e addirittura pubblicato sul Journal of Sex Research, scopre che in una coppia sposata la gelosia può produrre danni maggiori, i colleghi dell’University of Guelph (Ontario, Canada)”dediti” alle giovani coppie hanno soperto (e pubblicato su ‘CyberPsychology & Behaviour’) che più’ tempo si passa su Facebook e social network vari più’ si tende a sentirsi gelosi del proprio partner.

Dunque, da una parte le coppie “in cattività” per le quali il rischio tradimento mina maggiormente la relazione, dall’altra giovani smanettoni che trascorrono tutto il tempo sul Web cercando indizi di eventuali tradimenti.

Ma, chiedo scusa per la domanda ingenua: “cosa c’entra tutto ciò con l’amore?”.

(fonte: adnkronos e Panorama.it)