Genitori di bambini affetti da autismo. Cosa fare? Sappiamo che si verifica indipendentemente dalla cultura e dalla zona geografica e rappresenta un disturbo dello sviluppo, che colpisce tutta la vita. Si presenta circa in un caso su mille persone e non c’è una causa certa.

A determinare l’autismo è spesso una combinazione di fattori genetici, infezioni virali o complicazioni durante la gravidanza. Ai genitori non resta che svolgere il loro ruolo in maniera speciale, soprattutto tenendo conto delle varie problematiche e difficoltà: a essere colpiti sono soprattutto i maschi (in rapporto di circa quattro maschi per una femmina).

Le persone con autismo hanno problemi con le attività di comunicazione, interazione sociale e immaginazione, sviluppando al contempo modelli di comportamento ripetitivi in maniera ossessiva. Hanno difficoltà ad accettare i cambiamenti nella loro vita, e questo può influenzare la loro capacità di pensiero, soprattutto in relazione al ragionamento.

I bimbi autistici pensano in maniera diversa, con diversi punti di riferimento e con i loro tempi. L’autismo è presente sin dalla nascita anche se a volte può richiedere del tempo prima di essere diagnosticato come tale. Alcuni bambini, inoltre, sviluppano contemporaneamente altri problemi come epilessia (30%) e disabilità intellettive (75%).

Ma come si può trattare l’autismo? E quali sono le risorse che un genitore può sfruttare per aiutare il proprio figlio? Diverse sono le terapie che il bimbo affetto da autismo può intraprendere: riguardano sostanzialmente i programmi di gestione del comportamento, da sviluppare e approfondire assieme a un team di esperti. Anche se non esiste un trattamento medico specifico, se non alcuni farmaci che possono aiutare la sfera della concentrazione e dell’ansia, allo stato attuale le terapie effettuate stanno dando ottimi risultati.

I bambini con autismo si comportano diversamente dai coetanei, pertanto il genitore dovrebbe imparare modi nuovi e diversi per giocare e insegnare al proprio bambino. Per diagnosticare l’autismo, o uno degli altri disturbi dello spettro autistico, è necessario chiedere una valutazione medica accurata (che potrebbe includere un iter di consultazioni tra pediatra, logopedista, psicologo e psichiatra). Fondamentale è agire tempestivamente, e di conseguenza tenere d’occhio lo sviluppo dei piccoli e segnalare qualsiasi possibile deficit relativo al comportamento entro i tre anni di età.

Nell’attesa di una diagnosi si può tentare di capire meglio cosa accade al proprio bimbo tramite il sostegno di altri servizi: esistono, infatti, sistemi di intervento precoce per patologie del linguaggio, o terapie occupazionali e di sostegno educativo. Sono tante, inoltre, le Onlus e le associazioni di volontariato che operano a livello regionale.

Chiaramente un buon pediatra può indirizzare e aiutare nelle scelte. Non male sarebbe anche rivolgersi ai gruppi di sostegno che sono composti, per lo più, da persone che hanno affrontato la medesima problematica familiare e che pertanto possiedono con una certa dose di esperienza. Un ulteriore supporto può essere fornito per i minori all’interno delle strutture scolastiche.

Fonte: Cyh