Fumare prima del concepimento aumenta le probabilità che il neonato sviluppi la leucemia, e questo sia nel caso di padri fumatori sia di madri che praticano questo dannoso vizio anche prima della gravidanza. Lo stile di vita dei genitori, quindi, è fondamentale per la salute del bambino.

Se la futura mamma, il futuro padre, sono soliti fumare prima del concepimento, quindi, crescono per il nascituro i rischi di ammalarsi di leucemia linfoblastica acuta (o LLA), una forma tumorale che potrebbe quindi essere causata già da quanto avviene nel periodo prenatale. Ad affermarlo è un nuovo studio portato avanti dai ricercatori del Western Australia Telethon Institute for Research Child Health (WATIRCH), pubblicato sul American Journal of Epidemiology.

«Il primo passo verso lo sviluppo di leucemia si pensa avvenga in molti casi nell’utero. Così guardiamo alle esposizioni prenatali come un qualcosa che ha che fare con quello che avviene prima che il bambino sia nato. Il tabacco è un noto cancerogeno e, in termini di leucemia infantile, vi è una via biologica plausibile in cui il fumare genitoriale potrebbe effettivamente contribuire al rischio di malattie nella progenie».

Così Elizabeth Milne, autrice dello studio, mette in evidenza il legame tra il fumo e lo sviluppo di leucemie nei bambini: questa teoria nasce da un’indagine effettuata su oltre 1200 famiglie australiane, finalizzata a valutare il grado di esposizione al fumo dei neonati ancora prima della nascita attraverso il monitoraggio delle abitudini dei genitori.

«Utilizzando queste informazioni e conoscendo l’anno di nascita del bambino, siamo stati in grado di valutare quali fossero i livelli di esposizione al fumo vicino al periodo del concepimento. I risultati, confrontati con quelli in cui il papà non fumava durante l’anno del concepimento, hanno indicato che il rischio di LLA è aumentato del 35 percento quando i padri hanno fumato più di 15 sigarette al giorno nel periodo di concepimento».

Sembra inoltre che una maggiore incidenza di leucemie nei figli di fumatori dipenda anche dall’entità del vizio e dalla quantità di sigarette consumate giornalmente: il limite oltre il quale aumentano notevolmente i rischi per la salute del bambino è pari a 15 sigarette quotidiane. È anche interessante apprendere dell’esistenza di un forte legame tra il vizio del fumo e l’ossidazione del DNA paterno: i danni che ne derivano riguardano il patrimonio genetico dello sperma maschile che, inevitabilmente, viene trasmesso al nascituro.

Fonte: American Journal of Epidemiology