La vita, già abbastanza complicata, dei genitori separati, riserva sempre grandi sfide e momenti anche belli. Uno di questi, certamente, è quando ci si innamora nuovamente, di un’altra persona. Un passaggio naturale, pieno di aspetti positivi, ma che alimenta nuovi sensi di colpa nel genitore che teme di “tradire” i propri figli. La famiglia allargata è una realtà sempre più diffusa, ma ci sono delle buone pratiche perché tutto avvenga nella massima serenità. Vediamo quali.

Spesso se madre e padre formano una nuova coppia è meglio: molti genitori separati non lo sanno, ma gli psicologi sono convinti che ciò evita di trasmettere al bambino un’immagine di “vittima immolata”, che ostacola la sua crescita. Potrebbe anche essere importante per un bambino sapere che i suoi genitori non sono soli, anche dal punto di vista sociale.

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Tuttavia, è altrettanto vero che in presenza di nuovi partner occorre procedere con molta cautela. Il primo suggerimento è un classico: solo roba seria. Presentate persone solo in caso abbiate con esse una relazione stabile, sarà così più facile dimostrare ai figli che il divorzio non è stato causato dalla nuova persona, e che in caso contrario questa nuova persona «fa stare meglio mamma/papà». Informateli, dunque, che si sta uscendo con un nuova persona, senza però fornire troppi dettagli, così come anche all’ex, per evitare che il figlio sia il depositario di un segreto.

Quando arriva il momento – tremendo – di presentare il nuovo partner, sarebbe saggio introdurlo gradualmente, e quest’ultimo/a deve comunque astenersi dall’adottare comportamenti da genitore, non dettare regole, dare consigli o mostrarsi subito troppo calorosi. Meglio darsi tempo, costruire una relazione amicale e rispettosa.

Se siete dall’altra parte, cioè un genitore geloso che vostro figlio veda ed esca con l’attuale partner del vostro ex, non colpevolizzatevi: è normalissimo. Ricordatevi però che anche in presenza di altri partner la mamma e il papà siete voi. Non ce ne saranno altri per il bambino, e qui non si scappa. Mamma e papà sono referenti importanti, il bambino ha una famiglia interna che è composta dai suoi genitori naturali.

Ditevelo sempre: ci potranno essere mille compagni, ma papà/la mamma sei solo tu. Gli affetti si moltiplicano, non si cancellano, e in fondo è bello che i figli stiano bene, amino e siano amati da più persone.

La sfida per le famiglie ricostruite consiste nel saper riflettere una nuova storia, in cui vi sia spazio per tutti e in cui ognuno possa recitare una parte attiva, in cui tutti i ruoli siano delineati e accettati, nonché sempre oggetto di modifica, e in cui tutti i valori possano trovare cittadinanza.

Per far ciò occorre consentire al figlio l’accesso a tutte le persone che appartengono alla cerchia familiare, rendere i confini e i passaggi permeabili, potersi muovere da un gruppo familiare all’altro, attingendo alle risorse e alla ricchezza che da una simile configurazione può scaturire. Insomma, i rami delle famiglie vanno condivisi per diventare la nuova continuità nel mutamento.

Per cercare di armonizzare le relazioni, il genitore dovrà riconoscere con chiarezza la posizione che il figlio ricopriva nella famiglia d’origine, perché è complicato ristabilire una nuova gerarchia senza riconoscergli lo sforzo che sta facendo per adeguarsi alla nuova ricomposizione.

Quindi, tanta pazienza e comprensione, ma soprattutto condivisione delle storie. Un trucco che funziona spesso è quello di affidarsi ai nonni, naturali e acquisiti: gli anziani riescono a stabilire subito una relazione speciale con i bambini e permettono l’ingresso della parte allargata della famiglia in modo sorprendentemente naturale.