Non esistono genitori perfetti, questo è chiaro a tutti, ma un dilemma rimane: mamme e papà si nasce oppure è possibile imparare a esserlo con il tempo? L’opinione più comune degli esperti in psicologia infantile e adolescenziale sostiene che i primi tre anni di vita sono determinanti per far crescere un individuo sano.

Meglio quindi iniziare l’avventura di genitori preparati, formando le basi per un’educazione costruttiva e utile per evitare problemi futuri nella prole, come narcisismo, isolamento, anoressia e difficoltà nello studio. Questa teoria è talmente radicata che in alcune città, come Torino, le Asl promuovono da alcuni anni veri e propri corsi per genitori.

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Un valido aiuto che consentirà alle madri e ai padri alle prime armi di gestire senza ansia il pianto del neonato, ad esempio, evitando fin dai primi mesi di dare cattive abitudini e imparando il significato dei tanto discussi “no che aiutano a crescere“, titolo di un noto volume di Asha Phillips.

Luisella Gioppato, psicologa e psicoterapeuta, spiega come sulle spalle dei genitori ci sia la responsabilità di evitare che i figli sviluppino problematiche complesse nell’adolescenza.

“I dati americani sono ormai sovrapponibili a quelli italiani: il 30 per cento dei giovani è narcisista e, a causa del loro considerarsi fuoriclasse, non studiano più. Noi puntiamo a sensibilizzare i genitori perché imparino a educare dei figli liberi proprio dal condizionamento del diventare fuoriclasse. Cominciando fin dalla nascita a farli faticare, provare e riprovare, perché sviluppino un senso corretto del sé”.

Dosare le gratifiche e i rimproveri è quindi fondamentale, infatti anche il distacco dai genitori, e soprattutto dalla madre, è importante per la formazione di una certa individualità e indipendenza nei bambini. Accade spesso, inoltre, che molte mamme e papà cerchino di inculcare nei figli un modello di perfezione che hanno in mente, educandoli alla competizione e alla valorizzazione dell’immagine esteriore.

“Un genitore educato secondo fantasie grandiose ripeterà e riproporrà gli stessi schemi educativi al proprio bimbo. Come fa un figlio a sentirsi individuo se cresce davanti a un televisore o se è un tutt’uno con la madre? Gratificazione e frustrazione vanno dosate adeguatamente, perché troppi “no” minano l’autostima”.

Questo meccanismo di coccole e affetto alternate a momenti educativi più rigidi deve iniziare già in tenera età, infatti la formazione della personalità di un individuo comincia molto presto, già dai due anni di vita. Per questo motivo a ques’età la socializzazione e il confronto con i coetanei diventa indispensabile per la maggior parte dei bambini.

“Da zero a 3 anni è il periodo in cui il bimbo forma il proprio sé, la sua unicità, la consapevolezza dei propri bisogni e delle proprie emozioni. “Sente” il mondo circostante, e mentre sente si forma una personalità”.