Il numero della mamme presenti su Facebook cresce del 20% ogni anno. Improvvisa passione per i social network? Nient’affatto: è per monitorare i figli. Nonostante queste ansie producano figli fragili quando non depressi, una ricerca americana ha svelato le vere intenzioni dei genitori che scoprono la Rete.

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La ricerca dell’Education Database Online (sintetizzata in una divertente infografica dal famoso blog Mashable) smentisce le molte parole spese a proposito della generazione che vuole essere al passo coi tempi. La ragione per cui almeno metà dei genitori apre un proprio profilo su Facebook è molto più prosaica e ha a che fare con l’ossessione del controllo.

Nel sondaggio a genitori e figli, si è scoperto che il genitore americano – ed è probabile che la situazione in Italia non sia lontana – controlla quasi ogni giorno la bacheca dei figli, come minimo 3 volte a settimana. La percentuale di chi non lo fa mai è irrisoria: uno per cento. Ad interessare i genitori sono gli aggiornamenti di stato (41%) e naturalmente le foto in cui sono taggati (29%) i loro pargoli.

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I quali, peraltro, spesso chiedono, se sono under 13, l’aiuto dei genitori per aprire un account – a quell’età non si potrebbe – e molti fra quelli appena più grandicelli chiedono l’amicizia ai loro genitori. Tanto, al contrario dei matusa, loro sanno perfettamente come gestire la privacy e far sparire dal monitor di mamma e papà ciò che può risultare imbarazzante. Un adolescente su tre, in ogni caso, ritiene imbarazzante l’amicizia con un genitore su Facebook in bella vista cogli amici, tanto che nel 30% dei casi finisce che tolgono l’amicizia alla mamma.

La battaglia è impari ed è destinata a peggiorare con l’ingresso di nuovi social, come Instagram, Pinterest, Tumblr, che gli adulti non conoscono e non usano, anche se possiedono lo smartphone.

Fonte: Mashable