Genitori come assistenti di volo, come vengono definiti nel titolo del convegno della Fimp (Federazione italiana medici pediatri), ma a quanto pare in realtà a tenere la cloche non sono più le mamme e i papà né gli educatori, ma i pargoli.

Uno dei temi forti emersi dal quinto congresso annuale della federazione dei pediatri italiani, riunitisi a Torino per una tre giorni di relazioni e workshop, è la dinamica dei contrasti nella famiglia. Perché è giusto preoccuparsi dei siti web, o del cibo che mangiano i bambini, però forse tutta questa ansia di essere genitori perfetti sta producendo genitori terribilmente insicuri.

Una insicurezza che i {#bambini}, anche i più piccoli, riescono a percepire e a tradurre in comportamenti atti a far loro ottenere tutto quel che vogliono. Giuseppe Mele, presidente della Fimp, l’ha denunciato senza troppi giri di parole:

«Stiamo assistendo a una dissimmetria generazionale alla rovescia: un tempo la dinamica del consenso, tipica di ogni scambio affettivo, procedeva dai padri verso i figli. Oggi sono i genitori, sempre più insicuri sul proprio ruolo e sui limiti da imporre ai più piccoli, a implorare diverse forme di accettazione e di consenso da parte dei bambini.»

Implorare. L’esperto adopera questo verbo non a caso. La ricerca di consenso da parte dei figli, un atteggiamento passivo, condiziona il rapporto a tal punto da rendere i genitori troppo succubi dei capricci di quelli che possono trasformarsi in veri e propri piccoli dittatori tra le mura di casa.

Il meccanismo del contrasto, invece, secondo il sindacato dei pediatri deve essere rivalutato, ma non a parole, nei fatti: nel contradditorio i genitori si riprendono il loro ruolo e i figli imparano a delineare il loro carattere, presupposto per diventare adulti maturi e indipendenti.

Nella sua relazione introduttiva, il pediatra affronta molti altri argomenti interessanti sulla modifica della famiglia in tempo di crisi, parlando della mancanza di tempo, dei miti pubblicitari, delle insidie dei nuovi valori che sono in realtà degli alibi. Il primo di quali, appunto, l’indipendenza dei figli con “le chiavi di casa in mano”: soltanto un modo per sfuggire alle proprie responsabilità.

Fonte: Fimp