George Clooney diventerà papà da un giorno o l’altro e la conferma dell’imminenza della nascita dei gemelli arriva proprio dalla moglie, Amal Clooney, che ha vietato al marito di partecipare agli “Oscar umanitari”, da lui fondati, proprio per rimanere accanto a lei nel momento dell’inizio del travaglio.

L’attore de Le idi di marzo è infatti cofondatore del prestigioso Aurora Prize for Awekining Humanity, premi conferiti annualmente a coloro che hanno salvato numerose vite o portato avanti cause umanitarie importanti. Il divo hollywoodiano è co-presidente del comitato di selezione, che ha scelto quest’anno come vincitore il Dr Tom Catena, il dottore che da solo ha curato 750mila pazienti nelle zone di guerra del Sudan. A lui sono stati conferiti 1.1 milioni di dollari.

Tuttavia, quest’anno, per la prima volta George Clooney ha spiegato di non aver potuto essere presente alla cerimonia in un video messaggio trasmesso in diretta all’evento tenutosi nel weekend a Yerevan, Armenia, e che ricorda molto per stile la cerimonia degli Oscar.

Il sex symbol ha detto di essere presente “con lo spirito”, ma che sua moglie Amal non lo avrebbe mai perdonato se si fosse perso la nascita dei suoi due gemelli. “Sarei voluto essere lì con voi, ma se fossi venuto e mia moglie avesse partorito i gemelli mentre ero via, non sarei mai potuto tornare a casa”, ha spiegato George Clooney. I gemelli, un maschio e una femmina, dovrebbero nascere nella prima settimana di giugno, ma è possibile che possano venire alla luce con qualche giorno di anticipo, quindi la coppia è pronta ad andare in ospedale “da un momento all’altro”.

Per quanto riguarda gli Oscar umanitari, la cerimonia ha celebrato l’operato del Dottor Catena, che lavora come chirurgo in Sudan, dove amputazioni e altre operazioni sono necessarie su base giornaliera a causa delle bombe che causano numerose vittime e feriti. Le persone, spesso, devono camminare per sette giorni prima di riuscire ad arrivare all’ospedale del “Dr Tom” che vede circa 500 pazienti al giorno nei suoi turni ed è reperibile 24 ore al giorno, sette giorni a settimana. È il solo dottore in pianta stabile a Nuba Mountains, un’area grande quanto l’Austria, e si occupa anche di far nascere neonati, curare la malaria e scongiurare la diffusione di epidemie e dell’HIV tramite campagne di prevenzione.

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