George Clooney è stato arrestato davanti all’ambasciata del Sudan, a Washington. Il sit in pacifico preparato per attirare l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica, ha catturato anche l’attenzione della polizia. Dopo tre avvisi intimatigli sono scattate le manette per l’attore, il padre Nick, il membro del Congresso Jim McGovern e altri attivisti politici. Lo stato di fermo si è prolungato solo per alcune ore, in quanto l’atto di protesta era simbolico e pacifico.

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George Clooney, in compagnia di alcuni attivisti e politici americani, aveva deciso di occupare in modo tranquillo il suolo di proprietà dell’ambasciata sudanese. Superato il cordone di Polizia è scattato l’arresto. Prima di salire sulla camionetta l’attore ha rilasciato una breve dichiarazione:

«Siamo qui per chiedere una semplice cosa: che gli aiuti umanitari possano raggiungere immediatamente le popolazioni del Sudan prima che si scateni una vera e propria crisi umanitaria. Inoltre chiediamo che vengano fermate immediatamente le azioni di stupro e di omicidio di donne, bambini e civili innocenti nella zona di Khartoum».

Da anni impegnato nella crisi che ha investito il Darfur e il Sud Kordofan, George Clooney si è fatto portavoce di questa causa sfruttando la sua notorietà per focalizzare l’attenzione dei media ma principalmente dei politici. Pochi giorni fa aveva testimoniato al Congresso USA, sottolineando la situazione drammatica vissuta dalle popolazioni civili costrette a rifugiarsi nelle grotte per sfuggire alla brutalità della Security sudanese.

Reduce da un viaggio in Sudan l’attore ha deciso di documentare le varie testimonianze e le condizioni disumane alle quali è costretta la popolazioni. Azioni violente e brutali orchestrate dal Presidente sudanese Omar al-Bashir con il collaboratore Ahmad Harun e il ministro della Difesa Minister Abdelrahim Mohamed Hussein. Responsabili di un genocidio ancora in atto, i tre hanno gravi responsabilità anche negli attacchi in Darfur. Lo stupro e la violenza sono utilizzate come armi politiche contro le proteste, le brutalizzazioni e le morti sono all’ordine del giorno.

George Clooney, che è stato ricevuto anche alla Casa Bianca dal Presidente Barack Obama e dal segretario di Stato Hillary Clinton, ha commentato l’arresto e chi ne criticava la metodologia di protesta:

«Essere arrestati è sempre un’ umiliazione, a prescindere da quello che hai fatto. Ma sono contento di essere qui insieme con mio padre. Quello che cerco di fare è suscitare l’attenzione su quanto accade nel sud del Sudan. Il Congresso deve sapere. Il Presidente deve sapere. L’importante è che la notizia delle condizioni di quel Paese si diffonda. Tutti devono sapere».

Fonte: CNN